Eravamo Flocon de neige...credo proprio di non averti mai incrociato o almeno non ricordo.baidus ha scritto: ↑01/09/2026, 19:25 ciao amici,
io ci provo a scrivere qualcosa, ma la testa é talmente piena e lontana che non riesco proprio a mettere in fila i pensieri.
Intanto grazie per i vari messaggi, ogni tanto ho guardato ST e mi ha fatto piacere sapere che eravate là a seguirci. Nei prossimi giorni cercherò di buttare giù qualcosa di più coerente, intanto quello che posso dire é che la gara é davvero una bella bestia, fantastica e dura.
@Subfeno, in che squadra eri? Ci siamo incrociati? Bravo per la PTL!
PTL - Petite Trotte à Leon (Francia) 24.8.2026
Moderatore: maudellevette
Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Re: PTL - Petite Trotte à Leon (Francia) 24.8.2026
Re: PTL - Petite Trotte à Leon (Francia) 24.8.2026
È difficile mettere su carta tutto quello che abbiamo passato durante la PTL. Mi piacerebbe davvero fare capire l’attesa, la preparazione, le chiacchierate infinite, le ore in montagna che ci hanno portati ad arrivare domenica mattina a Chamonix, contenti come bambini la mattina di Natale.
Il problema é che non so davvero da dove cominciare.
Gli inizi (2010-2017)
La PTL é stata un sogno, un progetto, che mi sono portato dentro per più di 10 anni. Vivevo ancora in Italia, e con un paio di amici (Mauri e Igor) avevo buttato là l’idea di partecipare. Saremmo stati un’ottima squadra, ma poi la vita cambia un po’, io mi son trasferito in Francia e la PTL é rimasta nel cassetto
Conoscere la squadra (2017-2025)
Nel 2017 mi trasferisco a Grenoble, e qua inizio a passare sempre più tempo montagna. Trail, uscite sempre in zone sconosciute e selvagge, avventure varie in tutte le stagioni, alpinismo,…
Conosco anche il mio compagno di avventure Benj, e inizia lo stillicidio sulla PTL. All’inizio é poco convinto, ci vorranno anni per convincerlo davvero. Benj é un amico vero, di quelli con cui si parla di tutto, e in montagna é un drago, andrei dovunque con lui.
Intanto qualche anno fa conosciamo Thomas, ed é amore a prima vista
. Thomas parla poco, ma quando lo fa si ride sempre. Ha un passato bello serio (alpinismo e scialpinismo) ed é un ultratrailer che non molla mai. Qualche uscita trail, un paio di gare fatte insieme, parecchie birre ed é il momento di fare la proposta (PTL eh). Thomas non batte ciglio, ci pensa un giorno per capire cos’é la gara e ci dice sì.
La preparazione (2025-2026)
Tra impegni di famiglia e di lavoro, non é che riusciamo a correre molto insieme. Ad agosto 2025 eravamo insieme nel Queyas, a dicembre insieme alla LyonSaintéLyon, e a giugno abbiamo fatto 3 giorni in autonomia nelle montagne dei Bauges. Per il resto, ci vediamo ogni tanto per una corsetta o una cena, ma ognuno si allena come può. Io faccio tennis, facendo sempre ridere i miei compagni di squadra, e ho previsto il trail du Ventoux (75km a marzo) e la GTC (100km a luglio). Poi in pratica più niente, le vacanze saranno al mare e il ginocchio mi dà fastidio, meglio rallentare.
La PTL (24-30 agosto)
Pronti via, siamo a Chamonix e si parte correndo. Dopo un km circa per fortuna inizia una leggera salita e si cammina. Convinco i miei compagni a restare in fondo al gruppo, e piano piano l’avventura comincia. La settimana passa veloce, salite lunghe (2500m D+ per la più lunga), terreno tecnico come piace a noi, meteo che cambia dal diluvio, al temporale, al sole che splende. Parliamo e scherziamo tutto il tempo, non credo ci sia stato mai un momento in cui abbiamo pensato di fermarci. Sempre avanti, sempre tranquilli e col sorriso. quante ca**ate siamo riusciti a dirci in una settimana!
Kilian & Emilie
Dopo pochi km siamo nei boschi, a camminare tranquillamente in coda al gruppo. A un certo punto incrociamo dei turisti che ci incitano e ci dicono “dai che tra 200m c’é Kilian”. Sì bon, la battutona….e invece ci dicono che no, é vero, é là che passeggia con la famiglia. Ci fermiamo per fare due parole (devono averlo fatto tutte le 200 persone davanti a noi) ed é gentilissimo. Ha la faccia stravolta, come nei suoi film dopo aver fatto robe assurde, ma forse é semplicemente così tutto il tempo
. Quello che é meglio é che con lui c’é tutta la famiglia, per cui io mi fiondo per prima cosa a fare due parole con la bella Emilie, di cui sono segretamente innamorato da anni
. Lei invece é bella come sempre, sorridente e tranquilla.
Materiali
Parto con uno zaino da 34litri, pieno con tutto il materiale obbligatorio. L’unica cosa extra che mi porto é un piumino leggero (fondamentale secondo me, lo userò molto). Dopo mille discussioni e dibattiti, io ho deciso di fare la gara col mio zaino da montagna per non dover “litigare” ogni volta per rimettere le cose dentro.
- Problema materiale #1
Camelbag: Dopo 24 ore di gara, discesa in bosco, sento una goccia che mi bagna il polpaccio. Penso che sia caduta da un albero, ma la sensazione si ripete poco dopo. Mi fermo, tolgo lo zaino….e scopro che il camelbag si é rotto!! Ce l’avevo da 15 anni, ok, ma non mi aveva mai dato problemi. Lo zaino é bagnato, per fortuna tutte le cose sono in buste impermeabili sennò avrei avuto tutto bagnato.
Soluzione: dopo 48 ore circa, alla prima base vita, Thomas mi darà il camelbag di riserva. Per farvi ridere, il racconto continua. Riempio il camelbag, lo metto nello zaino e andiamo. Dopo mezz’ora, inizio a sentire delle gocce sui polpacci (di nuovo!). Mi fermo, apro tutto e mi rendo conto che avevo chiuso male il camelbag! Che mona…
- Problema materiale #2
Arrivati al ristoro di Fully, ci dicono di lasciare scarpe e bastoni all’esterno e di entrare scalzi. Perfetto, molliamo tutto fuori, stiamo circa 3 ore al ristoro, e quando usciamo scopro che qualcuno aveva preso (rubato?) i miei bastoncini! Perdiamo tempo a cercarli in giro ma niente, ne parlo coi volontari che cercano con noi ma non si trovano. Per fortuna Benj aveva messo un paio di bastoncini da trekking nella sacca alla base vita, per cui da lì in poi mi farò la gara con questi bastoni di riserva, non é il massimo ma é l’unica soluzione.
(una settimana dopo la fine della gara, Thomas riceve una mail dall’UTMB dicendo che i volontari hanno trovato i miei bastoni, non so bene né dove né quando. Me li hanno spediti a casa pochi giorni fa, super efficienti!!)
Ristori/basi vita
Qua é un discorso difficile. La base vita di Fully é quasi perfetta: docce calde, spazio, buon cibo, volontari fantastici, l’unica pecca é il dormitorio caldissimo (e il fatto che mi abbiano perso/preso/rubato i bastoncini). Gli altri ristori fanno davvero pena:
- a Collonges é tutto bagnato (ok, fuori diluvia), ti danno una pasta scotta e ci siamo montati i letti da soli, a 5 metri dalle tavole dove la gente mangia. In più, pochissimi volontari, bah
- a St. Remy stessa cosa ma pegggio. La base vita é in una tendone, i bagni sono quelli pubblici, nel parcheggio, fuori. Il cibo é così così, i letti sono in un angolo (freddo e luminoso), dormire non é facile
Altri non sono male, ma sono soprattutto i rifugi a sorprenderci positivamente. Al rifugiro Albert 1er c’è tantissimo da mangiare, e al rifugio Amianthe la zuppa e la crostata sono divine!! Insomma, da questo punto di vista mi aspettavo diù, anche perché sennò ci sono poche altre possiblità per comprare da mangiare. La sorpresa migliore però é quando partiamo da St Remy e salendo al Malatrà convinco i miei compagni a fare una deviazione per andare a pranzare al Frassati. Che bene!! Gentilissimi, buono, polenta concia e crostata e via, si riparte!
Premio speciale al Rifugio Bonatti e a chi lo gestisce: facciamo un’altra deviazione per cercare da mangiare al Bonatti. Arrivati là, provo a chiedere al personale se c’è la possibilità di farci dormire 1 ora in una stanza,camerone, rifugio d’inverno. Oh, noi siamo arrivati verso le 18, ora aperitivo. Il posto sembra un ristorante fighetto, c’é gente che beve cocktails per dire. Il gestore é super gentile, ci dice che non hanno spazio ma che possiamo distenderci sulle panche nella stanza principale e restare là. Ora, visto lo stato in cui siamo (sporchi e puzzolenti) l’ho trovato un gran bel gesto, che compensava il prezzo del panino (8 euo per un panino prosciutto/formaggio…)
Difficoltà varie
Secondo me due, la gestione del cibo e il freddo. Eravamo preparati al freddo eh, avevo tutto, ma non mi aspettavo di passare così tanto tempo con tutto addosso (piumino completo). PEr quanto riguarda il cibo, beh é una gara in buona parte in autosufficienza, noi abbiamo comprato cose extra solo 3 volte (al Bonatti, al Frassati e al col de la Forclaz).
Il punto più basso
Il momento peggiore per me é stato dopo La Fouly. É notte, fa freddo e speriamo di trovare da dormire/mangiare in paese, magari nel ristoro pre UTMB. La discesa é lunga e ho sonno, tanto sonno. Arrivati in paese ci rendiamo conto che non c’è NIENTE. Volevamo dormire in una fermata d’autobus mezza chiusa ma c’è già una squadra che dorme là. C’è un tendone UTMB ma la persona che é là deve chiudere tutto e andare via. Ci sediamo su un tavolo, dormiamo 20 minuti ma fa davvero freddo e umido. Là, io inizio a essere davvero assente. I miei compagni di squadra mi dicono di muoversi, andremo al prossimo ristoro a Saleinaz che dovrebbe essere tra tipo 6-8 km facili. Ecco, io qua non ci sono più. So che andiamo avanti, barcollo e li seguo. So che parlano di dove andare ma la testa non c’è più. Cerco di parlare ma devo biascicare cose senza senso perché non mi capiscono. A un certo punto mi accorgo che non mi ricordo più i loro nomi, e per restare sveglio mi sforzo di pensare a come si chiamano i miei due compagni di squadra.
Oh, non voglio drammatizzare, era solo sonno, ma non penso di esser mai stato in uno stato così prima. In piùil sentiero é facile ma ci riusciamo a perdere (non saremo i soli), dobbiamo chiamare 2 volte l’organizzazione per riuscire a trovare la strada giusta e finalmente, ore dopo arriviamo al rifugio. Là, cena, 1 ora di sonno, colazione e si riparte come dei campioni!
Incidente Benj
Dopo circa 260km abbiamo passato l’ultima grossa difficoltà, il col des Ecandies. Siamo ancora col casco perché il terreno é molto accidentato e stiamo scendendo sulla morena a fianco del ghiacciaio, sassoni enormi che ogni tanto si muovono. Andiamo avanti tranquilli, saltellando di sasso in sasso. Benj é davanti a me di circa 5 metri, a un certo punto perde l’equilibrio e “vola” in avanti, cercando di restare in piedi. A me si gela il sangue, lo vedo volare a pelle di leone, urla e dopo essersi grattuggiato metà del corpo ferma la sua caduta col casco, contro una roccia.
(In testa ho diversi pensieri…gara finita?chisene…elicottero?…)
Ritrovo il sangue freddo, corro da lui e inizio a vedere i danni. Sangue ok, solo da ginocchia e mani. Male al costato/stomaco per aver sbattuto, bon sembra ok. Faccia e testa ok, casco ultralight da buttare ma questo é il meno…
Passiamo circa 45 minuti tra una cosa e l’altra, scoprendo che il kit (grosso) di pronto soccorso non é mai abbastanza fornito in questi casi. Alla fine se l’é cavata per fortuna con poco, contusioni varie ma niente di grave. Per fortuna che aveva il casco comunque…
Arrivo
A un certo punto ci sembrava fattibile di arrivare a Chamonix sabato sera (e già ci immaginavamo a bere birre e fare festa) ma presto ci rendiamo conto di essere troppo lenti. Lunga discussione tra opzione 1 (si “accelera” per finire prima possibile, con arrivo tipo alle 2 o 3 di notte) e opzione 2 (ce la prendiamo con calma per arrivare di mattina). Io nel 2016 avevo finito l’UTMB alle 9h30, e l’arrivo a Chamonix era da pelle d’oca quindi spingo per l’opzione 2.
L’arrivo in effetti é indescrivibile. A 2km dalla fine veniamo accolti da 6 volontari PTL (quelli che ci hanno seguiti per tutta la settimana, che ormai ci sembra di conoscere come amici. Ci hanno dato da mangiare, messo a letto e svegliati, li abbiamo incrociati spesso sui sentieri…). I volontari ci circondano e ci accompagnano facendo suonare delle campanelle fino all’arrivo. Una cosa pazzesca, ho la pelle d’oca a ripensarci….
Per ci ha 2 minuti
https://www.youtube.com/watch?v=jn1GREye-L0
Per chi ha 10 minuti (la squadra era parecchio antipatica, ma il video é carino)
https://www.youtube.com/watch?v=euncl7dbc4I
Il problema é che non so davvero da dove cominciare.
Gli inizi (2010-2017)
La PTL é stata un sogno, un progetto, che mi sono portato dentro per più di 10 anni. Vivevo ancora in Italia, e con un paio di amici (Mauri e Igor) avevo buttato là l’idea di partecipare. Saremmo stati un’ottima squadra, ma poi la vita cambia un po’, io mi son trasferito in Francia e la PTL é rimasta nel cassetto
Conoscere la squadra (2017-2025)
Nel 2017 mi trasferisco a Grenoble, e qua inizio a passare sempre più tempo montagna. Trail, uscite sempre in zone sconosciute e selvagge, avventure varie in tutte le stagioni, alpinismo,…
Conosco anche il mio compagno di avventure Benj, e inizia lo stillicidio sulla PTL. All’inizio é poco convinto, ci vorranno anni per convincerlo davvero. Benj é un amico vero, di quelli con cui si parla di tutto, e in montagna é un drago, andrei dovunque con lui.
Intanto qualche anno fa conosciamo Thomas, ed é amore a prima vista
La preparazione (2025-2026)
Tra impegni di famiglia e di lavoro, non é che riusciamo a correre molto insieme. Ad agosto 2025 eravamo insieme nel Queyas, a dicembre insieme alla LyonSaintéLyon, e a giugno abbiamo fatto 3 giorni in autonomia nelle montagne dei Bauges. Per il resto, ci vediamo ogni tanto per una corsetta o una cena, ma ognuno si allena come può. Io faccio tennis, facendo sempre ridere i miei compagni di squadra, e ho previsto il trail du Ventoux (75km a marzo) e la GTC (100km a luglio). Poi in pratica più niente, le vacanze saranno al mare e il ginocchio mi dà fastidio, meglio rallentare.
La PTL (24-30 agosto)
Pronti via, siamo a Chamonix e si parte correndo. Dopo un km circa per fortuna inizia una leggera salita e si cammina. Convinco i miei compagni a restare in fondo al gruppo, e piano piano l’avventura comincia. La settimana passa veloce, salite lunghe (2500m D+ per la più lunga), terreno tecnico come piace a noi, meteo che cambia dal diluvio, al temporale, al sole che splende. Parliamo e scherziamo tutto il tempo, non credo ci sia stato mai un momento in cui abbiamo pensato di fermarci. Sempre avanti, sempre tranquilli e col sorriso. quante ca**ate siamo riusciti a dirci in una settimana!
Kilian & Emilie
Dopo pochi km siamo nei boschi, a camminare tranquillamente in coda al gruppo. A un certo punto incrociamo dei turisti che ci incitano e ci dicono “dai che tra 200m c’é Kilian”. Sì bon, la battutona….e invece ci dicono che no, é vero, é là che passeggia con la famiglia. Ci fermiamo per fare due parole (devono averlo fatto tutte le 200 persone davanti a noi) ed é gentilissimo. Ha la faccia stravolta, come nei suoi film dopo aver fatto robe assurde, ma forse é semplicemente così tutto il tempo
Materiali
Parto con uno zaino da 34litri, pieno con tutto il materiale obbligatorio. L’unica cosa extra che mi porto é un piumino leggero (fondamentale secondo me, lo userò molto). Dopo mille discussioni e dibattiti, io ho deciso di fare la gara col mio zaino da montagna per non dover “litigare” ogni volta per rimettere le cose dentro.
- Problema materiale #1
Camelbag: Dopo 24 ore di gara, discesa in bosco, sento una goccia che mi bagna il polpaccio. Penso che sia caduta da un albero, ma la sensazione si ripete poco dopo. Mi fermo, tolgo lo zaino….e scopro che il camelbag si é rotto!! Ce l’avevo da 15 anni, ok, ma non mi aveva mai dato problemi. Lo zaino é bagnato, per fortuna tutte le cose sono in buste impermeabili sennò avrei avuto tutto bagnato.
Soluzione: dopo 48 ore circa, alla prima base vita, Thomas mi darà il camelbag di riserva. Per farvi ridere, il racconto continua. Riempio il camelbag, lo metto nello zaino e andiamo. Dopo mezz’ora, inizio a sentire delle gocce sui polpacci (di nuovo!). Mi fermo, apro tutto e mi rendo conto che avevo chiuso male il camelbag! Che mona…
- Problema materiale #2
Arrivati al ristoro di Fully, ci dicono di lasciare scarpe e bastoni all’esterno e di entrare scalzi. Perfetto, molliamo tutto fuori, stiamo circa 3 ore al ristoro, e quando usciamo scopro che qualcuno aveva preso (rubato?) i miei bastoncini! Perdiamo tempo a cercarli in giro ma niente, ne parlo coi volontari che cercano con noi ma non si trovano. Per fortuna Benj aveva messo un paio di bastoncini da trekking nella sacca alla base vita, per cui da lì in poi mi farò la gara con questi bastoni di riserva, non é il massimo ma é l’unica soluzione.
(una settimana dopo la fine della gara, Thomas riceve una mail dall’UTMB dicendo che i volontari hanno trovato i miei bastoni, non so bene né dove né quando. Me li hanno spediti a casa pochi giorni fa, super efficienti!!)
Ristori/basi vita
Qua é un discorso difficile. La base vita di Fully é quasi perfetta: docce calde, spazio, buon cibo, volontari fantastici, l’unica pecca é il dormitorio caldissimo (e il fatto che mi abbiano perso/preso/rubato i bastoncini). Gli altri ristori fanno davvero pena:
- a Collonges é tutto bagnato (ok, fuori diluvia), ti danno una pasta scotta e ci siamo montati i letti da soli, a 5 metri dalle tavole dove la gente mangia. In più, pochissimi volontari, bah
- a St. Remy stessa cosa ma pegggio. La base vita é in una tendone, i bagni sono quelli pubblici, nel parcheggio, fuori. Il cibo é così così, i letti sono in un angolo (freddo e luminoso), dormire non é facile
Altri non sono male, ma sono soprattutto i rifugi a sorprenderci positivamente. Al rifugiro Albert 1er c’è tantissimo da mangiare, e al rifugio Amianthe la zuppa e la crostata sono divine!! Insomma, da questo punto di vista mi aspettavo diù, anche perché sennò ci sono poche altre possiblità per comprare da mangiare. La sorpresa migliore però é quando partiamo da St Remy e salendo al Malatrà convinco i miei compagni a fare una deviazione per andare a pranzare al Frassati. Che bene!! Gentilissimi, buono, polenta concia e crostata e via, si riparte!
Premio speciale al Rifugio Bonatti e a chi lo gestisce: facciamo un’altra deviazione per cercare da mangiare al Bonatti. Arrivati là, provo a chiedere al personale se c’è la possibilità di farci dormire 1 ora in una stanza,camerone, rifugio d’inverno. Oh, noi siamo arrivati verso le 18, ora aperitivo. Il posto sembra un ristorante fighetto, c’é gente che beve cocktails per dire. Il gestore é super gentile, ci dice che non hanno spazio ma che possiamo distenderci sulle panche nella stanza principale e restare là. Ora, visto lo stato in cui siamo (sporchi e puzzolenti) l’ho trovato un gran bel gesto, che compensava il prezzo del panino (8 euo per un panino prosciutto/formaggio…)
Difficoltà varie
Secondo me due, la gestione del cibo e il freddo. Eravamo preparati al freddo eh, avevo tutto, ma non mi aspettavo di passare così tanto tempo con tutto addosso (piumino completo). PEr quanto riguarda il cibo, beh é una gara in buona parte in autosufficienza, noi abbiamo comprato cose extra solo 3 volte (al Bonatti, al Frassati e al col de la Forclaz).
Il punto più basso
Il momento peggiore per me é stato dopo La Fouly. É notte, fa freddo e speriamo di trovare da dormire/mangiare in paese, magari nel ristoro pre UTMB. La discesa é lunga e ho sonno, tanto sonno. Arrivati in paese ci rendiamo conto che non c’è NIENTE. Volevamo dormire in una fermata d’autobus mezza chiusa ma c’è già una squadra che dorme là. C’è un tendone UTMB ma la persona che é là deve chiudere tutto e andare via. Ci sediamo su un tavolo, dormiamo 20 minuti ma fa davvero freddo e umido. Là, io inizio a essere davvero assente. I miei compagni di squadra mi dicono di muoversi, andremo al prossimo ristoro a Saleinaz che dovrebbe essere tra tipo 6-8 km facili. Ecco, io qua non ci sono più. So che andiamo avanti, barcollo e li seguo. So che parlano di dove andare ma la testa non c’è più. Cerco di parlare ma devo biascicare cose senza senso perché non mi capiscono. A un certo punto mi accorgo che non mi ricordo più i loro nomi, e per restare sveglio mi sforzo di pensare a come si chiamano i miei due compagni di squadra.
Oh, non voglio drammatizzare, era solo sonno, ma non penso di esser mai stato in uno stato così prima. In piùil sentiero é facile ma ci riusciamo a perdere (non saremo i soli), dobbiamo chiamare 2 volte l’organizzazione per riuscire a trovare la strada giusta e finalmente, ore dopo arriviamo al rifugio. Là, cena, 1 ora di sonno, colazione e si riparte come dei campioni!
Incidente Benj
Dopo circa 260km abbiamo passato l’ultima grossa difficoltà, il col des Ecandies. Siamo ancora col casco perché il terreno é molto accidentato e stiamo scendendo sulla morena a fianco del ghiacciaio, sassoni enormi che ogni tanto si muovono. Andiamo avanti tranquilli, saltellando di sasso in sasso. Benj é davanti a me di circa 5 metri, a un certo punto perde l’equilibrio e “vola” in avanti, cercando di restare in piedi. A me si gela il sangue, lo vedo volare a pelle di leone, urla e dopo essersi grattuggiato metà del corpo ferma la sua caduta col casco, contro una roccia.
(In testa ho diversi pensieri…gara finita?chisene…elicottero?…)
Ritrovo il sangue freddo, corro da lui e inizio a vedere i danni. Sangue ok, solo da ginocchia e mani. Male al costato/stomaco per aver sbattuto, bon sembra ok. Faccia e testa ok, casco ultralight da buttare ma questo é il meno…
Passiamo circa 45 minuti tra una cosa e l’altra, scoprendo che il kit (grosso) di pronto soccorso non é mai abbastanza fornito in questi casi. Alla fine se l’é cavata per fortuna con poco, contusioni varie ma niente di grave. Per fortuna che aveva il casco comunque…
Arrivo
A un certo punto ci sembrava fattibile di arrivare a Chamonix sabato sera (e già ci immaginavamo a bere birre e fare festa) ma presto ci rendiamo conto di essere troppo lenti. Lunga discussione tra opzione 1 (si “accelera” per finire prima possibile, con arrivo tipo alle 2 o 3 di notte) e opzione 2 (ce la prendiamo con calma per arrivare di mattina). Io nel 2016 avevo finito l’UTMB alle 9h30, e l’arrivo a Chamonix era da pelle d’oca quindi spingo per l’opzione 2.
L’arrivo in effetti é indescrivibile. A 2km dalla fine veniamo accolti da 6 volontari PTL (quelli che ci hanno seguiti per tutta la settimana, che ormai ci sembra di conoscere come amici. Ci hanno dato da mangiare, messo a letto e svegliati, li abbiamo incrociati spesso sui sentieri…). I volontari ci circondano e ci accompagnano facendo suonare delle campanelle fino all’arrivo. Una cosa pazzesca, ho la pelle d’oca a ripensarci….
Per ci ha 2 minuti
https://www.youtube.com/watch?v=jn1GREye-L0
Per chi ha 10 minuti (la squadra era parecchio antipatica, ma il video é carino)
https://www.youtube.com/watch?v=euncl7dbc4I
Re: PTL - Petite Trotte à Leon (Francia) 24.8.2026
Che meraviglia! Per me rimarrà solo un sogno.
Re: PTL - Petite Trotte à Leon (Francia) 24.8.2026
Complimenti Baidus, bel racconto! Speriamo che Killian non lo legga sennò alla prossima gara il suo incontro mi sa non sarà così tanto casuale... 
Molto bello anche il video.
Molto bello anche il video.
Re: PTL - Petite Trotte à Leon (Francia) 24.8.2026
Grandissimo Baidus!!!
Mi hai fatto venir voglia di andare a dormire per la stanca che avevi addosso
Video stupendi, ma non ti si vede...
Mi hai fatto venir voglia di andare a dormire per la stanca che avevi addosso
Video stupendi, ma non ti si vede...
- augusto losio
- Messaggi: 1717
- Iscritto il: 06/09/2010, 7:59
Re: PTL - Petite Trotte à Leon (Francia) 24.8.2026
Con Pietro ci stavamo dicendo che non avresti più scritto.
E invece complimenti. Per la gara te li ho già fatti, per il racconto li ribadisco.
E invece complimenti. Per la gara te li ho già fatti, per il racconto li ribadisco.
Re: PTL - Petite Trotte à Leon (Francia) 24.8.2026
Grazie Augusto!augusto losio ha scritto: ↑26/09/2026, 14:21 Con Pietro ci stavamo dicendo che non avresti più scritto.
Il ritorno alla vita normale é stato più duro del previsto. Dopo 8 giorni in montagna, son rientrato a casa e tra inizio scuola per le bimbe, un casino di lavoro (trasferta a Bruxelles pochi giorni dopo esser rientrato dalla PTL) e il fatto di non poter dire niente alla moglie dopo aver passato una settimana per i fatti miei in montagna...insomma, non facile. Avevo sempre sonno e fame per quasi 2 settimane, e ci ho messo un'altra settimana per recuperare bene...
Re: PTL - Petite Trotte à Leon (Francia) 24.8.2026
Complimenti baidus, deve essere stata veramente tosta! Il Tor ti sembrerà una passeggiata di salute
. Belli anche i video!
Re: PTL - Petite Trotte à Leon (Francia) 24.8.2026
Massimo, complimenti vivissimi per questa magnifica avventura
Te l'avevo già scritto ma tu sei una macchina da guerra e con il tuo team avete avuto una costanza ed una regolarità pazzesche
Ho sempre considerato che, per i "servizi"offerti la PTL fosse sopravvalutata, e probabilmente è così, ma dopo i due video che hai messo....mi hai fatto venire una voglia pazzesca. Maledetto !
Per fortuna non ho la gamba per farla, sennò sarebbe stato un bel guaio

Te l'avevo già scritto ma tu sei una macchina da guerra e con il tuo team avete avuto una costanza ed una regolarità pazzesche
Ho sempre considerato che, per i "servizi"offerti la PTL fosse sopravvalutata, e probabilmente è così, ma dopo i due video che hai messo....mi hai fatto venire una voglia pazzesca. Maledetto !
Per fortuna non ho la gamba per farla, sennò sarebbe stato un bel guaio