Grande!Marietto ha scritto: ↑21/09/2026, 9:56Eccomi quà....intanto complimenti a tutti quelli che hanno concluso le proprie avventure (nelle relative distanze) ma anche a tutti quelli che ci hanno provato ma non sono riusciti ad arrivare al traguardo...non scoraggiatevi...se rimane un sogno datevi un'altra possibilità![]()
Quest'anno sono tornato al Glaciers, diciamo che non era proprio in programma ma una serie di eventi mi hanno riportato su quei sentieri, e soprattutto la nostalgia di respirare quell'atmosfera che solo in questa gara si può trovare.
Il Glaciers è durissimo, questo ormai è risaputo, ma per chi ce l'ha nelle corse fateci un pensierino...magari non vi va bene al primo colpo (come è capitato a me) ma servirà di lezione per tentare una seconda volta.
Volevo godermelo a pieno questo Glaciers, non avevo un programma in particolare ma sono andato molto a sensazione, senza controllare km, crono, classifica.
Se stavo bene andavo, se dovevo riposare un pochettino lo facevo.
Nel finale un problema al tibiale posteriore mi ha fatto rallentare ma il "margine di sicurezza" guadagnato sui cancelli orari mi ha permesso di gestire il problema.
In realta', nonostante questo problema, potevo arrivare a Courmayeur già venerdì notte ma ho preferito prendermela comoda per beccarmi un'alba pazzesca che illumina il Monte Bianco percorrendo gli ultimi colli (Col Sapin, Tete de la Tronche, Mont de la Saxe) completamente da solo, ho pianto per mezz'ora!
L'arrivo a Courmayeur poi il sabato mattina è una festa incredibile dopo una cavalcata di sette giorni e mezzo su quelle splendide (ma impegnative) montagne.![]()
Tor des Géants (Ao) 13-19.09.2026
Moderatore: maudellevette
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Re: Tor des Géants (Ao) 13-19.09.2026
Re: Tor des Géants (Ao) 13-19.09.2026
Marietto mi ero perso il tuo racconto.
Prima di tutto complimenti perché tutti sappiamo che concludere il Glaciers è un opportunità riservata a pochi eletti.
La tua scelta di godersi il viaggio è quella che tutti noi, campioni esclusi, dovremmo fare quando affrontiamo le gare in montagna.
Prima di tutto complimenti perché tutti sappiamo che concludere il Glaciers è un opportunità riservata a pochi eletti.
La tua scelta di godersi il viaggio è quella che tutti noi, campioni esclusi, dovremmo fare quando affrontiamo le gare in montagna.
Re: Tor des Géants (Ao) 13-19.09.2026
Eccomi... in palese ritardo ma nei giorni scorsi ho scritto un articolo pubblicato poco fa.
Avevo aperto la discussione ormai svariati mesi fa e adesso ci torno. In questi mesi ho sempre letto tutto con avidità alla ricerca di consigli e di esperienze di chi ci era riuscito o di chi voleva riprovarci. Grazie a tutti... gran botta di c..o riuscirci al primo colpo e grazie anche al meteo che ci ha dato una gran mano.
Che viaggione! Pazzesco!
ciao
L
Avevo aperto la discussione ormai svariati mesi fa e adesso ci torno. In questi mesi ho sempre letto tutto con avidità alla ricerca di consigli e di esperienze di chi ci era riuscito o di chi voleva riprovarci. Grazie a tutti... gran botta di c..o riuscirci al primo colpo e grazie anche al meteo che ci ha dato una gran mano.
Che viaggione! Pazzesco!
ciao
L
Re: Tor des Géants (Ao) 13-19.09.2026
Il meteo è stato sicuramente favorevole, il tasso di DNF è stato del 38,23%, uno dei più bassi dal 2010 a oggi (escludendo gli anni in cui la gara è stata interrotta e ci sono finish su distanze diverse).
Re: Tor des Géants (Ao) 13-19.09.2026
Racconto che trasuda di emozioni. Grazie per aver elogiato i volontorlucbur ha scritto: ↑28/09/2026, 17:02 Eccomi... in palese ritardo ma nei giorni scorsi ho scritto un articolo pubblicato poco fa.
Avevo aperto la discussione ormai svariati mesi fa e adesso ci torno. In questi mesi ho sempre letto tutto con avidità alla ricerca di consigli e di esperienze di chi ci era riuscito o di chi voleva riprovarci. Grazie a tutti... gran botta di c..o riuscirci al primo colpo e grazie anche al meteo che ci ha dato una gran mano.
Che viaggione! Pazzesco!
ciao
L
- augusto losio
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Re: Tor des Géants (Ao) 13-19.09.2026
lucbur, volevo chiederti di condividere il tuo scritto ma vedo adesso che è sulla pagina principale.
me lo vado a leggere.
me lo vado a leggere.
- augusto losio
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Re: Tor des Géants (Ao) 13-19.09.2026
ecco, letto.
in fretta, ho una riunione tra poco.
ma comunque l'avrei riletto, cosa che farò più volte. perché ha dentro tante di quelle verità (e ciascuna è così ben descritta) che mi ha riportato a schiaffoni indietro di anni, a ogni edizione che bene o male ho fatto. pure a quella che non ho concluso.
una sola parola per chiudere: grazie.
in fretta, ho una riunione tra poco.
ma comunque l'avrei riletto, cosa che farò più volte. perché ha dentro tante di quelle verità (e ciascuna è così ben descritta) che mi ha riportato a schiaffoni indietro di anni, a ogni edizione che bene o male ho fatto. pure a quella che non ho concluso.
una sola parola per chiudere: grazie.
Re: Tor des Géants (Ao) 13-19.09.2026
Non posso che sottoscrivere ogni parola del tuo racconto Lucbur.
Sono anche io un runner milanese che purtroppo può correre sui sentieri solo (qualche) week end.
E anche io ho vissuto il mio primo Tor… é fatica, tanta, ma quello che ti dà indietro é molto di più.
La fortuna di trovare compagni di viaggio con cui condividere le esperienze (per pochi chilometri o per giorni, poco importa), l’abbraccio dei Volontor nei momenti difficili e dei Massagiator che sono riusciti a farmi arrivare con gambe e piedi quasi integri a Courmayeur.
Ero partito dicendo: provo e sarà una volta nella vita… sono arrivato sabato all’alba quasi in un sogno e da quel momento il mio pensiero è solo… voglio riviverlo, ci voglio essere ancora.
Sono anche io un runner milanese che purtroppo può correre sui sentieri solo (qualche) week end.
E anche io ho vissuto il mio primo Tor… é fatica, tanta, ma quello che ti dà indietro é molto di più.
La fortuna di trovare compagni di viaggio con cui condividere le esperienze (per pochi chilometri o per giorni, poco importa), l’abbraccio dei Volontor nei momenti difficili e dei Massagiator che sono riusciti a farmi arrivare con gambe e piedi quasi integri a Courmayeur.
Ero partito dicendo: provo e sarà una volta nella vita… sono arrivato sabato all’alba quasi in un sogno e da quel momento il mio pensiero è solo… voglio riviverlo, ci voglio essere ancora.
Re: Tor des Géants (Ao) 13-19.09.2026
Copio qui i miei pensieri/incontri/esperienze come li ho pubblicati sui miei social. Così non siete obbligati aa mettermi abbondanti like:-)
Cerco di non ripetere i personaggi da un anno all'altro, quindi miei cari Offriends, Augusto, Corry, Marietto ecc non offendetevi se non vi trovate.
......
Una settimana in VDA, tanti incontri e il solito pieno di emozioni al Tor. Appunti sparsi, tra gioie e dolori, paura e sorprese (sesso incluso!)
L’infarto. Domenica notte, palazzetto di Dolonne. Arrivano i primi ritirati. Uno di loro gira a vuoto nel salone: gli domando se ha bisogno: “no grazie, ho solo un dolore forte al petto”. Ansia. Poi aggiunge “mi fa male anche un braccio”. Doppia ansia, ma riesco a convincerlo a parlare con il dottore che sta mettendo una flebo a un concorrente disidratato. Questo lo ascolta e gli dice di sedersi tranquillo intanto che finisce quello che sta facendo. Mi accovaccio accanto a lui, chiacchiere varie poi se ne esce con un “anche mio papà è morto d’infarto”. Spoiler: fatti tracciati e esami ospedalieri il tipo risulta in buona salute. Tanto l’infarto me lo stavo beccando io.
Peter. Lui è un campione, anche di simpatia. E’ secondo al Tor del Glaciers quando le ginocchia gli fanno ciao. Ma, tornato a Courmayeur, non dimentica di distribuire il “suo” speck portato dall’Alto Adige.
Katharina. Stravince il TOR con un tempo clamoroso, un record che nessuna donna batterà mai. Si dice. Forse al momento una sola donna potrebbe migliorare quel crono monstre, l’americana Katie Schide. La quale, guarda caso si presenta a Courmayeur in incognito e il giorno dopo la gara viene fotografata proprio con Katharina. Anteprima di un duello spaziale?
Ruggiero. Non è più lui. Dopo nove Tor e tre Glaciers portati a casa, questa volta corre solo la 130 km. E le foto che lo ritraggono addormentato nel parterre appena dopo il traguardo hanno già fatto il giro del web. Testimoni implacabili.
Alessandra. La tipa ha già vinto un Tot Dret oltre a un’infinità di altre gare. Questa volta dichiara di essere sul 330 in modalità turista. Le credo fino a un certo punto. Ma quando la incontro mentre scende verso Gressoney vedo che è proprio vero. Rilassata, sorridente, chiacchierona. Ci sediamo su un sasso per arricchire la collezione di selfie, lei incurante del tempo che passa. Questa volta è così, ma l’anno prossimo?
Zeo. Il suo vero nome è Davide, ma nessuno se lo ricorda. Lui per tutti è Zeo. Dopo tre anni di promesse (mie) lo raggiungo al Blékéné, il ristoro che i concorrenti trovano poco dopo avere superato il Lazoney. La Loo Valley è magnifica, ma l’accoglienza di
Zeo e dei gestori del rifugio-agriturismo è indimenticabile: chiedi una birra e questa arriva accompagnata da insalata di camoscio e polenta e capretto. Zeo è un grande, ma questo luogo merita di essere conosciuto senza l’assillo del cronometro.
Alfia e Armando. “Segui loro e arrivi sempre al traguardo”. Questo si dice, a ragione, di Alfia e del marito Armando, due che hanno finito tutto quello che c’è da finire. Questa volta no e me li ritrovo a Dolonne troppo presto. DNF. Entr3ambi stanno benissimo e tiriamo tardi (molto tardi) in chiacchiere cercando di non svegliare i ritirati che dormono nelle brandine poco distanti. I motivi del ritiro non saranno mai chiariti (robe di famiglia), di certo di loro non ci si può più fidare
Le scope del Vessonaz. La concorrente è sfinita ma, soprattutto, infortunata. Non riesce ad andare avanti. Che fare? Loro se la caricano in spalla e la portano fino a Oyace, 1000 metri di dislivello più in basso. E c’è ancora qualcuno che dice che fare la scopa è una passeggiata.
Antonio e Luca. L’affiatata coppia del Bione Trailers Team si presenta baldanzosa al ritiro pettorali. In fondo i due qualche TOR l’hanno già messo in saccoccia, possono anche permetterselo. Però il crono li segnala ritirati già prima di La Thuile. Da allora nessuno ne sa più nulla. Se qualcuno ha notizie…
Alfredo. Da molti anni gestisce con gli amici del Cai Castellanza il ristoro del Frassati. E’ lui che accoglie i concorrenti sfiniti con una stretta di mano. E’ lui, con i colleghi, che si prende cura dei runner che stanno per concretizzare un sogno ma che in quel momento hanno più che mai bisogno di attenzione. Quel team sa sempre cosa fare, un meccanismo ben oliato. Poi arriva uno (non concorrente e non dell’organizzazione) che si mette a spiegare in modo imperativo come bisogna fare. E bisogna gestire anche lui.
Tamara. Il suo cespuglio di riccioli neri non passa inosservato. Ma a lasciare il segno sono le sue fotografie che riescono a catturare l’anima del corridore, quello che sta pensando e vivendo in quel momento. Ormai la conoscono tutti, lei ha scattato nelle principali gare di trail in Italia, da nord a sud. Chissà, se ne uscirà un libro sarò il primo a comprarlo. Intanto conservo con cura l’immagine che mi ha regalato (lei è pluralista, mica riprende solo gli atleti).
TruffaTOR 1. Lo so, agli italiani piacerebbe che la classifica dei concorrenti che non vorresti mai più vedere fosse comandata dai francesi. Invece no, assolutamente. Alla riconsegna delle sacche sono stati alcuni nostri connazionali e diversi cinesi a piantare grane davvero indecorose e perfino a operare perfino veri e propri tentativi di truffa. Ricordo il cinese che ha preteso uno zainetto nuovo sostenendo che una volontaria aveva rovinato il suo togliendo il GPS (palla!). Si placa quando gli viene concessa la sostituzione. Ma naturalmente si guarda bene dal restituire il suo. La prossima volta resta a casa per favore.
TruffaTOR 2. Il concorrente italiano è infuriato, minaccia di far intervenire la moglie ancora più arrabbiata di lui. Sostiene che il suo GPS non trasmetteva e la signora era spaventatissima. Di conseguenza pretende la restituzione di 100 euro oltre ai 100 della cauzione. Giro di telefonate e alla fine riceve quanto richiesto. Scopriremo solo dopo che al tizio era stato sostituito il GPS strada facendo e lui non aveva avvertito la consorte del cambio. E nell’ora di contumelie e minacce che ci aveva regalato non aveva trovato il tempo per segnalarci questo dettaglio. Malafede a mille. Non contento, il giorno dopo ha scritto una mail lamentandosi di essere stato trattato male. Il bottino, forse, non era stato sufficiente.
Aosta Valley. Ma solo io trovo fastidioso che alle premiazioni lo speaker reciti dopo il nome del concorrente residente a nord di Quincinetto la dicitura “Italia-Aostavalley” mentre per lombardi, toscani, veneti ecc basta la nazionalità? Ok il campanile, ma da una manifestazione di respiro planetario il provincialismo smaccato dovrebbe essere bandito. Poi magari sbaglio io eh.
Sex & The TOR. Sabato sera, il TOR è finito. Al palazzetto di Dolonne un gruppo di volontari festeggia con pizza e golosità varie. Poi una di loro esce sulla terrazza a fumare e dall’esterno nota due ragazzi nascosti dietro allo stand di Kailas molto concentrati su sé stessi. Per essere certa di quanto visto chiama altri due colleghi. Che confermano. Distanza tra i due peccaminosi e i Volontor gozzoviglianti sotto lo stesso tetto: 15 metri. Nuovo tipo di premio finisher?
Erika.La grande capa dei VolonTOR. Monumentale. Ma non è una novità!
Cerco di non ripetere i personaggi da un anno all'altro, quindi miei cari Offriends, Augusto, Corry, Marietto ecc non offendetevi se non vi trovate.
......
Una settimana in VDA, tanti incontri e il solito pieno di emozioni al Tor. Appunti sparsi, tra gioie e dolori, paura e sorprese (sesso incluso!)
L’infarto. Domenica notte, palazzetto di Dolonne. Arrivano i primi ritirati. Uno di loro gira a vuoto nel salone: gli domando se ha bisogno: “no grazie, ho solo un dolore forte al petto”. Ansia. Poi aggiunge “mi fa male anche un braccio”. Doppia ansia, ma riesco a convincerlo a parlare con il dottore che sta mettendo una flebo a un concorrente disidratato. Questo lo ascolta e gli dice di sedersi tranquillo intanto che finisce quello che sta facendo. Mi accovaccio accanto a lui, chiacchiere varie poi se ne esce con un “anche mio papà è morto d’infarto”. Spoiler: fatti tracciati e esami ospedalieri il tipo risulta in buona salute. Tanto l’infarto me lo stavo beccando io.
Peter. Lui è un campione, anche di simpatia. E’ secondo al Tor del Glaciers quando le ginocchia gli fanno ciao. Ma, tornato a Courmayeur, non dimentica di distribuire il “suo” speck portato dall’Alto Adige.
Katharina. Stravince il TOR con un tempo clamoroso, un record che nessuna donna batterà mai. Si dice. Forse al momento una sola donna potrebbe migliorare quel crono monstre, l’americana Katie Schide. La quale, guarda caso si presenta a Courmayeur in incognito e il giorno dopo la gara viene fotografata proprio con Katharina. Anteprima di un duello spaziale?
Ruggiero. Non è più lui. Dopo nove Tor e tre Glaciers portati a casa, questa volta corre solo la 130 km. E le foto che lo ritraggono addormentato nel parterre appena dopo il traguardo hanno già fatto il giro del web. Testimoni implacabili.
Alessandra. La tipa ha già vinto un Tot Dret oltre a un’infinità di altre gare. Questa volta dichiara di essere sul 330 in modalità turista. Le credo fino a un certo punto. Ma quando la incontro mentre scende verso Gressoney vedo che è proprio vero. Rilassata, sorridente, chiacchierona. Ci sediamo su un sasso per arricchire la collezione di selfie, lei incurante del tempo che passa. Questa volta è così, ma l’anno prossimo?
Zeo. Il suo vero nome è Davide, ma nessuno se lo ricorda. Lui per tutti è Zeo. Dopo tre anni di promesse (mie) lo raggiungo al Blékéné, il ristoro che i concorrenti trovano poco dopo avere superato il Lazoney. La Loo Valley è magnifica, ma l’accoglienza di
Zeo e dei gestori del rifugio-agriturismo è indimenticabile: chiedi una birra e questa arriva accompagnata da insalata di camoscio e polenta e capretto. Zeo è un grande, ma questo luogo merita di essere conosciuto senza l’assillo del cronometro.
Alfia e Armando. “Segui loro e arrivi sempre al traguardo”. Questo si dice, a ragione, di Alfia e del marito Armando, due che hanno finito tutto quello che c’è da finire. Questa volta no e me li ritrovo a Dolonne troppo presto. DNF. Entr3ambi stanno benissimo e tiriamo tardi (molto tardi) in chiacchiere cercando di non svegliare i ritirati che dormono nelle brandine poco distanti. I motivi del ritiro non saranno mai chiariti (robe di famiglia), di certo di loro non ci si può più fidare
Le scope del Vessonaz. La concorrente è sfinita ma, soprattutto, infortunata. Non riesce ad andare avanti. Che fare? Loro se la caricano in spalla e la portano fino a Oyace, 1000 metri di dislivello più in basso. E c’è ancora qualcuno che dice che fare la scopa è una passeggiata.
Antonio e Luca. L’affiatata coppia del Bione Trailers Team si presenta baldanzosa al ritiro pettorali. In fondo i due qualche TOR l’hanno già messo in saccoccia, possono anche permetterselo. Però il crono li segnala ritirati già prima di La Thuile. Da allora nessuno ne sa più nulla. Se qualcuno ha notizie…
Alfredo. Da molti anni gestisce con gli amici del Cai Castellanza il ristoro del Frassati. E’ lui che accoglie i concorrenti sfiniti con una stretta di mano. E’ lui, con i colleghi, che si prende cura dei runner che stanno per concretizzare un sogno ma che in quel momento hanno più che mai bisogno di attenzione. Quel team sa sempre cosa fare, un meccanismo ben oliato. Poi arriva uno (non concorrente e non dell’organizzazione) che si mette a spiegare in modo imperativo come bisogna fare. E bisogna gestire anche lui.
Tamara. Il suo cespuglio di riccioli neri non passa inosservato. Ma a lasciare il segno sono le sue fotografie che riescono a catturare l’anima del corridore, quello che sta pensando e vivendo in quel momento. Ormai la conoscono tutti, lei ha scattato nelle principali gare di trail in Italia, da nord a sud. Chissà, se ne uscirà un libro sarò il primo a comprarlo. Intanto conservo con cura l’immagine che mi ha regalato (lei è pluralista, mica riprende solo gli atleti).
TruffaTOR 1. Lo so, agli italiani piacerebbe che la classifica dei concorrenti che non vorresti mai più vedere fosse comandata dai francesi. Invece no, assolutamente. Alla riconsegna delle sacche sono stati alcuni nostri connazionali e diversi cinesi a piantare grane davvero indecorose e perfino a operare perfino veri e propri tentativi di truffa. Ricordo il cinese che ha preteso uno zainetto nuovo sostenendo che una volontaria aveva rovinato il suo togliendo il GPS (palla!). Si placa quando gli viene concessa la sostituzione. Ma naturalmente si guarda bene dal restituire il suo. La prossima volta resta a casa per favore.
TruffaTOR 2. Il concorrente italiano è infuriato, minaccia di far intervenire la moglie ancora più arrabbiata di lui. Sostiene che il suo GPS non trasmetteva e la signora era spaventatissima. Di conseguenza pretende la restituzione di 100 euro oltre ai 100 della cauzione. Giro di telefonate e alla fine riceve quanto richiesto. Scopriremo solo dopo che al tizio era stato sostituito il GPS strada facendo e lui non aveva avvertito la consorte del cambio. E nell’ora di contumelie e minacce che ci aveva regalato non aveva trovato il tempo per segnalarci questo dettaglio. Malafede a mille. Non contento, il giorno dopo ha scritto una mail lamentandosi di essere stato trattato male. Il bottino, forse, non era stato sufficiente.
Aosta Valley. Ma solo io trovo fastidioso che alle premiazioni lo speaker reciti dopo il nome del concorrente residente a nord di Quincinetto la dicitura “Italia-Aostavalley” mentre per lombardi, toscani, veneti ecc basta la nazionalità? Ok il campanile, ma da una manifestazione di respiro planetario il provincialismo smaccato dovrebbe essere bandito. Poi magari sbaglio io eh.
Sex & The TOR. Sabato sera, il TOR è finito. Al palazzetto di Dolonne un gruppo di volontari festeggia con pizza e golosità varie. Poi una di loro esce sulla terrazza a fumare e dall’esterno nota due ragazzi nascosti dietro allo stand di Kailas molto concentrati su sé stessi. Per essere certa di quanto visto chiama altri due colleghi. Che confermano. Distanza tra i due peccaminosi e i Volontor gozzoviglianti sotto lo stesso tetto: 15 metri. Nuovo tipo di premio finisher?
Erika.La grande capa dei VolonTOR. Monumentale. Ma non è una novità!
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Re: Tor des Géants (Ao) 13-19.09.2026
cavoli ettore, mio omonimo, tre note te le aggiungo.
ZEO, è il gestore dell'agriturismo giù da loo? se sì ho pernottato durante un giro in autogestione nella sua ex-stalla, e cenato da loro.
tra lui e suo padre sono dei maghi nel ciclo carbonio/idrogeno, non so da dove prendano i megawatt di energia.
completamente d'accordo con te, fermarsi lì per un paio di giorni.
ALFREDO, mentre andavo a fare servizio a bosses ci siamo riconosciuti, l'anno scorso è quello che mi aveva passato sotto banco...no, dai, non lo dico...ma è stata una goduria inaspettata.
sono ripassato da lui al ritorno, una furia incontestabile e una granitica certezza.
ERIKA, se anagrammi il suo nome viene fuori grazie-di-esistere.
ZEO, è il gestore dell'agriturismo giù da loo? se sì ho pernottato durante un giro in autogestione nella sua ex-stalla, e cenato da loro.
tra lui e suo padre sono dei maghi nel ciclo carbonio/idrogeno, non so da dove prendano i megawatt di energia.
completamente d'accordo con te, fermarsi lì per un paio di giorni.
ALFREDO, mentre andavo a fare servizio a bosses ci siamo riconosciuti, l'anno scorso è quello che mi aveva passato sotto banco...no, dai, non lo dico...ma è stata una goduria inaspettata.
sono ripassato da lui al ritorno, una furia incontestabile e una granitica certezza.
ERIKA, se anagrammi il suo nome viene fuori grazie-di-esistere.