Io c’ero. Per la prima volta – una matricola - ahimè o per fortuna c’ero.
Dopo aver a lungo guardato con sospetto un evento, che mi pareva essere molte miglia lontano dai canoni del trail, ammesso che il trail di canoni ne abbia, nel 2010 mi sono deciso e il 27/08 sono sbarcato a Chamonix.
Uso il verbo sbarcare perché in effetti è sembrato di approdare in un mondo diverso; in una cittadina i cui nomi delle vie sono dedicati a chi ha fatto storia dell’alpinismo, 2.500 concorrenti da 57 paesi, una babele di lingue, un caos di anime, un mondo di scarpe e zainetti, partiranno con un unico obiettivo comune: essere nuovamente qui entro le 16,30 di domenica. E’ un qualcosa che ha la forza emotiva di travolgere la retorica dei discorsi di prima della partenza, quando pigiati all’inverosimile, sentiamo inutili chiacchiere, inni nazionali, lodi ed encomi alle nostre ipotetiche virtù. Ma la forza interiore che ha spinto ognuno di noi qui travolge tutto e ti ritrovi con la pelle d’oca a percorrere i primi chilometri in un’atmosfera irreale, quasi da sogno. L’adrenalina lavora a mille e fa vivere una sorta di rapimento spirituale. Ragazzi, stiamo correndo l’Ultra Trail du Mont Blanc !
L’essere in mezzo a questa massa, l’essere parte di questa folla, l’essere “protagonista” travolge le considerazioni che avevo fatto per anni. Qui non si tratta di fare i conti in tasca agli organizzatori, di pensare agli investimenti fatti in termini di tempo, sacrifici e, perché no, soldi o di criticare la mercificazione dell’evento. Qui abbiamo iniziato a circumnavigare il Bianco e via via passeranno di fronte ai nostri occhi Trelatete, la Noire di Peuterey, i piloni del Freney, le Jorasses, la Verte, I Drus, Les Droites. Corro e cammino inebriato al pensiero di quanto stiamo facendo e quasi non mi sembra di percepire la pioggia che ora va ora viene.
L’atmosfera di S.Gervais fa rivivere le sensazioni di Chamonix, finchè la voce di un volontario in maglietta rossa si insinua nelle pieghe del sogno: “La course est arretè”. L’altoparlante urla qualcosa. Intuisco le parole « foudres au Col du Bonhomme et Col de la Seigne ». L’UTMB fermata per il maltempo? No, non è possibile.
Si è possibile. Finito, tutto finito, così quasi senza incominciare. E’ giusto, è una decisione corretta, è tutto irreprensibile, ma possibile che un sogno di un anno e che stava raggiungendo il suo apice più bello si concluda in 3 ore ? Mesi di allenamenti, aspettative, illusioni, fantasie vengono tarpati da una frase: “La course est arretè”. Cerco di essere razionale, ma sento di essere stato depredato della mia anima. Sono sgomento, sembra che andare via da lì sia tagliare definitivamente con ogni possibilità di riannodare qualche filo per far proseguire la gara.
Pioggia di emozioni, minuti che sembrano eterni, incazzatura perché ho perso la frontale a cui ero più che affezionato, un grazie a chi me l’ha sottratta nel bailamme. Sono scornato, sconfitto, abbattuto. Mi dicono che c’è un trenino che riporta a Chamonix. Mi immergo nel flusso che si dirige verso una stazioncina con scritto Tramway du Mont Blanc. Sono nella calca che aspetto. Mi fa innaturalmente male il piede sinistro, che era stato vittima di una distorsione a fine luglio. Il muscolo infiammato della coscia ha ripreso a dare fastidio. Gli abiti sono fradici. Sembra non faccia freddo, ma non se ne può più di pioggia. Sento un improvviso forte male all’addome. Mi piego e riprendendo la posizione eretta, la testa inizia a girare vorticosamente. Svengo cadendo per terra. La gente si accalca e mi prende a sberle per svegliarmi. E’ stato uno svenimento leggero, lampo, e mi riprendo subito bene, ma mi assale tanta stanchezza, sicuramente più emotiva che non fisica. Grazie a chi mi ha aiutato a tirarmi su, grazie all’italiano che mi ha allungato una barretta.
Il trenino a cremagliera ci scarica ad una stazione ferroviaria, dove dopo una decina di minuti parte un treno per la nostra meta. E’ un viaggio di una mezz’oretta in cui, frustrato, ripercorro le immagini vissute sinora. Tutti i volti sono assorti, qualcuno dorme, nessuno scherza o ride. Quello che non sono riusciti a fare 9.500 mt. di dislivello, sono stati fatti dall’interruzione di un sogno collettivo. Tutti sanno che nel 2010 non ci saranno finisher.
Arriviamo a Chamonix mentre arrivano i primi della CCC, anche loro massacrati dal maltempo. Vado a farmi una doccia ustionante, vago per le strade sotto la pioggia battente, restituisco il pettorale, decidiamo di rientrare a casa. Verso le 2,30 arriva un SMS che dice che verrà data una partenza l’indomani alle 10,00 da Courmayeur, ecc. ecc. La testa si è spenta qualche ora prima, tutti gli abiti sono bagnati, la prospettiva è di passarci la notte al freddo in macchina, sono reduce da uno svenimento qualche ora prima e ho gli adduttori che fanno male. No, grazie, questa soluzione non fa per me. Io vivevo un sogno e so con certezza che nessuno potrà costruirmi, confezionarmi e regalarmi lo stesso sogno che stavo facendo.
Alle 6 di mattina arrivo a casa. L’ultimo pensiero è per Bianca, mia figlia di 10 anni, che ha pianto quando ha saputo di come era finita l’UTMB.
Sono passati una decina di gg dagli eventi descritti. Sono riuscito a farmene una ragione. Ribadisco che ritengo la decisione presa dagli organizzatori corretta. Quasi sicuramente i miei acciacchi non mi avrebbero consentito di essere un finisher, a dispetto di una forza di volontà che avrebbe fermato la grandine con i pugni e respinto i fulmini con il solo pensiero.
Ho volutamente sottolineato gli aspetti emotivi e personali di questa edizione 2010. La prevalenza di questi aspetti non mi ha permesso di farmi un’idea su cosa c’è stato, se c’è stato, dietro a questa interruzione della corsa.
Sottolineo solo una cosa. Ho 48 anni, una discreta esperienza di Montagna estiva ed invernale e una discreta padronanza e conoscenza di me stesso, purtroppo anche frutto di tragedie capitate in montagna. Se non mi avessero fermato a S. Gervais, avrei sicuramente proseguito sull’onda di uno stato emotivo che non mi avrebbe permesso una giusta valutazione delle condizioni meteo e delle mie precarie condizioni fisiche. Chi avrebbe pensato che eravamo a soli 800 e rotti mt. di quota e che le condizioni a 2.500 mt. cambiano e non poco, soprattutto se arrivi fradicio d’acqua e stanco ? Non mi sarebbe probabilmente successo nulla, ma si può dire la stessa cosa di 2.500 persone ? Sia per i Top Runners che gli Slow Trailers l’obiettivo è sempre e solo uno: arrivare al traguardo. Quanti avrebbero (non) ragionato come me e avrebbero proseguito in nome di un obiettivo, a cui è stato sacrificato tanto della propria vita personale e familiare dell’ultimo anno?
Subito dopo la sospensione della corsa, il pensiero è stato drastico: basta UTMB per sempre. Adesso mi vedo già a Chamonix nel 2011, sempre che l’organizzazione dimostri buon senso concedendoci un’altra chance, senza passare dalle forche caudine del sorteggio.
UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Moderatore: leosorry
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Quello afferamato da Kilian non mi sorprende, è uno nato e vissuto in montagna, grande scialpinista e figlio di un rifugista!! Chi è abituato alla montagna o arriva dall'alpinismo e scialpinismo ha nel suo DNA il concetto di autosufficienza. Chi va in montagna a fare qualsiasi cosa che non sia la semplice escursione ha ben inciso nella sua mente il concetto di autosufficienza. Ognuno poi la intende a suo modo, ma tutti noi siamo coscenti che in montagna si è da soli!!! Ognuno poi interpreta l'autosufficienza a modo suo. Io ad esempio sono un fautore della teoria sicurezza=velocità, ovvero se mette male scendere il + possibile il + velocemente possibile. Questo comporta uno scrupoloso studio del territorio e avere sempre presente dove ci si trova e tutte le scappatoie a propria disposizione. Questo teoria e del tutto personale e non pretendo che nessuno la adotti, anzi lasciate pure perdere. Questo è solo per spiegare la delusione di un alpinista come Kilian che ha preferito andare a vincere il Kima (il massimo della tecnicità), da atleta è del tutto legittimo.
Tornando all'UTMB ho provato a mettermi nei panni dell'organizzazione, io avreti fatto così: (chiedo ai presenti se la cosa sarebbe stata fattibile)
- Non avrei fatto partire l'UTMB, informando tutti i partecipanti fin dal pomeriggio che quasi sicuramente si sarebbe partiti il giorno successivo da Courma. Si poteva acnhe sfruttare la palestra di Dolonne per ospitare qualche atleta per la notte, oltre ai dormitori di Chamonix.
- La TDS l'avrei posticipata al sabato mattina, ma non l'avrei annullata. Il meteo era in miglioramento e i primi 40km (fino a borg s. Maurice) non raggiungono quote elevate e il colle del Piccolo si raggiunge su asfalto. I primi atleti sarebbero arrivati a S.Maurice il pomeriggio e lì si poteva decidere se far proseguire la gara o sospenderla.
- L'UTMB sarebbe partita Sabato mattina (rinviata non sospesa e ripresa di nascosto) da Courma e tutti avrebbero avuto il tempo per raggiungere il luogo di partenza, sarebbe stata un edizione accorciata, nessuno poteva reclamare e tutti sarebbero partiti.
Cosa ne pensate? Se ho scritto stupidaggini non esitate a stroncarmi.
Tornando all'UTMB ho provato a mettermi nei panni dell'organizzazione, io avreti fatto così: (chiedo ai presenti se la cosa sarebbe stata fattibile)
- Non avrei fatto partire l'UTMB, informando tutti i partecipanti fin dal pomeriggio che quasi sicuramente si sarebbe partiti il giorno successivo da Courma. Si poteva acnhe sfruttare la palestra di Dolonne per ospitare qualche atleta per la notte, oltre ai dormitori di Chamonix.
- La TDS l'avrei posticipata al sabato mattina, ma non l'avrei annullata. Il meteo era in miglioramento e i primi 40km (fino a borg s. Maurice) non raggiungono quote elevate e il colle del Piccolo si raggiunge su asfalto. I primi atleti sarebbero arrivati a S.Maurice il pomeriggio e lì si poteva decidere se far proseguire la gara o sospenderla.
- L'UTMB sarebbe partita Sabato mattina (rinviata non sospesa e ripresa di nascosto) da Courma e tutti avrebbero avuto il tempo per raggiungere il luogo di partenza, sarebbe stata un edizione accorciata, nessuno poteva reclamare e tutti sarebbero partiti.
Cosa ne pensate? Se ho scritto stupidaggini non esitate a stroncarmi.
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Ah dimenticavo: Percorso alternativo paventato da Jornet.
-la stadada + semplice e veloce per raggiungere Courma da Chamonix è quella dell'UTMB. Forse avresti evitato la Seigne scendendo a S.Maurice e risalendo il Piccolo, ma quanti KM in + avresti fatto?? In ogni caso il Bonhomme è obbligatorio....salvo l'utilizzo di corda e ramponi!!! Un percorso alternativo all'UTMB (specie la prima parte) non esiste. Se qualcuno vuole può smentirmi.
-la stadada + semplice e veloce per raggiungere Courma da Chamonix è quella dell'UTMB. Forse avresti evitato la Seigne scendendo a S.Maurice e risalendo il Piccolo, ma quanti KM in + avresti fatto?? In ogni caso il Bonhomme è obbligatorio....salvo l'utilizzo di corda e ramponi!!! Un percorso alternativo all'UTMB (specie la prima parte) non esiste. Se qualcuno vuole può smentirmi.
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Sul sito internet di Sylvain Bazin, si legge
"Dernière minute: en conférence de presse, Catherine Poletti reconnaissait, à demi-mots mais c'est bien, que la décision d'arrêter la course était prise avant de donner le départ."
Novità dell'ultimo minuto: in conferenza stampa, Catherine Poletti ha riconosciuto, senza dirlo esplicitamente ovviamente, che la decisione di fermare la corsa era già stata presa prima della partenza
Non che mi sorprenda troppo...
"Dernière minute: en conférence de presse, Catherine Poletti reconnaissait, à demi-mots mais c'est bien, que la décision d'arrêter la course était prise avant de donner le départ."
Novità dell'ultimo minuto: in conferenza stampa, Catherine Poletti ha riconosciuto, senza dirlo esplicitamente ovviamente, che la decisione di fermare la corsa era già stata presa prima della partenza
Non che mi sorprenda troppo...
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Non conosco bene la zona, ma forse 2500 partenti da Courma avrebbero intasato presto la salita al Bertone...cubettoz ha scritto: - L'UTMB sarebbe partita Sabato mattina (rinviata non sospesa e ripresa di nascosto) da Courma e tutti avrebbero avuto il tempo per raggiungere il luogo di partenza, sarebbe stata un edizione accorciata, nessuno poteva reclamare e tutti sarebbero partiti.
però meglio fare un po' di coda che fare tutta questa "scenetta" degli SMS inviati a tutti che in realtà non sono stati mandati a tutti....
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Nel 2007 siamo partiti in 1800 e io coda non ne ho fatta, cmq vuoi mettero un pò di coda rispetto al casino combinato?? Tra l'altro vuoi chiede a mia moglie nell 2008 quanta coda ha fatto salendo al Bertone dal nuovo sentiero?? lì si un vero delirio.
Ah, dimenticavo la CCC:
-fermarla a Vallorcine è veramente incomprensibile: Vallorcine-Chamonix sul vecchio percorso (senza passare per la Flegere) è sicuro anche il 31/12 sotto una fitta nevicata!!! L'accorciamento non avrebbe tolto niente alla gara. Il problema è che i primi erano già saliti a Flegere. Bastava pensarci un pò prima. Qualcuno è stato fermato a Trient?? In tal caso si potevano cmq mettere in classifica.
Ah, dimenticavo la CCC:
-fermarla a Vallorcine è veramente incomprensibile: Vallorcine-Chamonix sul vecchio percorso (senza passare per la Flegere) è sicuro anche il 31/12 sotto una fitta nevicata!!! L'accorciamento non avrebbe tolto niente alla gara. Il problema è che i primi erano già saliti a Flegere. Bastava pensarci un pò prima. Qualcuno è stato fermato a Trient?? In tal caso si potevano cmq mettere in classifica.
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
certo leggendo queste ultime novita' c'e' da rimanere perplessi. Dare la partenza sapendo di fermare la corsa e' da sconsiderati e secondo me perderanno credibilita' per il futuro.
Riguardo al fatto della CCC interrotta anch'io ho pensato al vecchio percorso ma credo che balisarlo in poco tempo era impossibile. Faccio parte dei fermati a Vallorcine ed anche a me mi e' seccato parecchio, soprattutto perche' ero in forma e non avevo nessun dolore muscolare. Ma accetto la decisione in quanto riguardava la nostra sicurezza
Riguardo al fatto della CCC interrotta anch'io ho pensato al vecchio percorso ma credo che balisarlo in poco tempo era impossibile. Faccio parte dei fermati a Vallorcine ed anche a me mi e' seccato parecchio, soprattutto perche' ero in forma e non avevo nessun dolore muscolare. Ma accetto la decisione in quanto riguardava la nostra sicurezza
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Balisarlo in poco tempo?? con 1 milione di Euro di badget? In alternativa c'era l'asfalto facile da balisare non bello, ma cmq permetteva di arriva. A mali estremi estremi rimedi.
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
mi spiace dover ricordare quanto da me espresso a fine 2009, dopo aver chiuso l'UTMB, con considerazioni che hanno trascinato una valida battaglia verbale, sempre bella e costruttiva, tra me e POLLO..(dove sei, ragazzo? fatti vivo!!): in sostanza ero rimasto molto negativamente colpito da tutto quel caos di gente, di traffici, di giro di soldi, di cose afferrate al volo ma poco chiare; dopo avere corso ero anche rimasto piuttosto scettico riguardo al suo valore tecnico: la corsa più agognata da tutti i trailer del mondo era solo uno scendere e un continuo salire da "colli" solo per arrivare all'ennesimo paese dove una clacca sempre pronta, e per me di parte, era pronta ad applaudire tutti i passanti come eroi....MI SUONAVA TUTTO FALSO, ARTEFATTO, COSTRUITO, COMPRESA LA MUSICA DI VANGELIS CHE, INVECE DI ESALTARMI, RENDEVA TUTTO DI UNO STUCCHEVOLE DISGUSTOSO!!! ma si sa, noi vecchi siamo anche brontoloni e non ero stato a prendermela più di tanto se comunque, migliaia di persone, ogni anno, tornavano ad avere quello come obiettivo massimo, forse, mi dicevo, ero solo deluso perché, dopo una splendida estate di trail francesi che mi avevano visto godere davvero, qui, all'UTMB, avevo fatto fiasco, grazie alle mie caviglie malandate, ed ero arrivato oltre le 40 ore, un tempo per me impensabile, visto che nella mia presunzione per i tanti trail conclusi vittoriosamente, ritenevo che il tempo giusto dovesse avvicinarsi alle 36 ore, quelle dell'amico WERNER SCHWEITZER....................SI VA BE'H!!
Da quel momento, Pollo se lo ricorderà, la decisione di trasferire le mie sofferenze per il 2010 sui Pirenei, sperando in atmosfere più pacate, in percorsi tecnicamente più interessanti, in un numero decisamente più umano di corridori, in una montagna ed una corsa, certamente non più facile ma decisamente più a misura di scarpe tassellate, quello che ho sempre desiderato nel trail...
E per coloro che LI' hanno corso, corta o lunga che sia, SONO STRAFELICE CHE ABBIANO URLATO LA LORO SODDISFAZIONE: sono felice per l'amico MARK, per Rasentin, per la tenace Giancarla, che già al Tour de Fitz 2009, buon ultima, avevo riconosciuto come una donna tosta e di valore del nostro mondo!sono strafelice per gli amici liguri, Roberto ed Enzo, che hanno concluso con ottimi tempi e divertendosi, la loro tosta 80 km sui grandi Pireni...IN FRANCIA TUTTI SANNO CHE LA GARA SAREBBE STATA INTERROTTA ALLE CONTAMINES, SOLO PERCHE' A QUEL PUNTO GLI ORGANIZZASTORI NON AVREBBERO PIU' DOVUTO RIMBORSARE UNA LIRA !!!meditate, gente, meditate e...scegliete altro, per correre...MAXPANK
Da quel momento, Pollo se lo ricorderà, la decisione di trasferire le mie sofferenze per il 2010 sui Pirenei, sperando in atmosfere più pacate, in percorsi tecnicamente più interessanti, in un numero decisamente più umano di corridori, in una montagna ed una corsa, certamente non più facile ma decisamente più a misura di scarpe tassellate, quello che ho sempre desiderato nel trail...
E per coloro che LI' hanno corso, corta o lunga che sia, SONO STRAFELICE CHE ABBIANO URLATO LA LORO SODDISFAZIONE: sono felice per l'amico MARK, per Rasentin, per la tenace Giancarla, che già al Tour de Fitz 2009, buon ultima, avevo riconosciuto come una donna tosta e di valore del nostro mondo!sono strafelice per gli amici liguri, Roberto ed Enzo, che hanno concluso con ottimi tempi e divertendosi, la loro tosta 80 km sui grandi Pireni...IN FRANCIA TUTTI SANNO CHE LA GARA SAREBBE STATA INTERROTTA ALLE CONTAMINES, SOLO PERCHE' A QUEL PUNTO GLI ORGANIZZASTORI NON AVREBBERO PIU' DOVUTO RIMBORSARE UNA LIRA !!!meditate, gente, meditate e...scegliete altro, per correre...MAXPANK
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
No, questa è una notizia fatta girare da un giornalista del Dauphinè Liberè all'indomani della corsa, ma che è stata smentita dagli organizzatori. Il regolamento non prevedeva affatto che nessun rimborso sarebbe stato dovuto se la testa della corsa avesse raggiunto Les Contamines.MAX PANK ha scritto:IN FRANCIA TUTTI SANNO CHE LA GARA SAREBBE STATA INTERROTTA ALLE CONTAMINES, SOLO PERCHE' A QUEL PUNTO GLI ORGANIZZASTORI NON AVREBBERO PIU' DOVUTO RIMBORSARE UNA LIRA !!!
Ciònonostante rimangono dubbi in capo ai sig. Poletti: sostengono di aver stipulato un'assicurazione nel caso di annullamento dell'UTMB. Se fosse vero, perchè hanno fatto partire la corsa? Se non fosse partita, l'assicurazione avrebbe rimborsato le quote di iscrizioni...però la mia è solo una supposizione, non conoscendo, ovviamente, i dettagli del contratto di assicurazione stipulato...