
ph. Stefano Jeantet
Sono passati dieci giorni dalla fine del mio Tor. E le gambe quasi non se lo ricordano più.
Nessuna memoria tangibile, nessun dolore, nessun segno fisico o ferita.
Meglio così, certo, ma mi manca un legame fisico. Ho tagliato il braccialetto troppo presto e abbandonato il giacchino finisher quasi subito nel bagagliaio dell'auto.
Ho smesso troppo presto di sognare i sentieri del Tor. Ho ripreso a lavorare come niente fosse, senza quasi sentirmi estraneo, un pesce fuor d'acqua. Il fiume del Tor è scorso via veloce, mi ha attraversato lasciandomi asciutto e pulito. Ma spaesato dentro, in fondo.
Va bene, allora sputo fuori qualcosa da dentro, tipo il ricordo più bello. Ma non so come fare, non è uno solo, come faccio a fondere assieme ore diverse e distanti?
Eppure se chiudo gli occhi funziona, si riaccende e riparte all'istante. E' un rapido film in cui scorrono assieme quelli più belli o quelli più brutti o intensi, a seconda di quello che voglio rivivere.
Che senso avrà nelle mie parole scritte? Come posso descrivere quella luce, quell'aria fresca, il sonno che svanisce e il sentiero davanti in mezza costa e che piega, e poi risale, il torrente, quella piana con l'erba bruciata. Il balisatore che scende con le bandierine gialle in mano.
La breve chiacchierata, la mandria di manze che non si sposta e mi precede lentamente brucando le bandierine appena posate, la salita, e la salita, le rocce e le cime grigie e la forcella finalmente, anzi non forcella, la FINESTRA, la Finestra di Tsan (Fenetre du Tzan) e poi giù.
...
Il torrente impetuoso le grandi rocce con la schiuma d'acqua. Poi fuori dal bosco si sale e si fa buio, le bandierine sembrano una costellazione, ma dov'è il Rifugio?
...
Alle volte si rinasce, bastano dieci minuti a rigenerarti o un doppio piatto di pasta, o le parole di un amico, o la luce del tramonto, o le montagne innevate, o la scura valle che è in ombra e da cui scivola giù un vento gelato con le bandiere che si piegano al vento.
Madonna che belle queste creste, queste montagne, quella cima là in mezzo, ci vorrei andare, subito, ora.
...
crunch. crunch. crunch
(rumore di ramponi sulla neve gelata)
anf. anf. anf (respiro affannato)
(attenzione c'è ghiaccio)
(è tutto buio)
(la corda è gelata)
(attenzione agli scalini ghiacciati, attento!)
(un passo, due passi)
crrrr. crrrr.
(il rumore dei rampini sulla roccia)
(roccia a destra e a sinistra, si gira, si apre un varco, il Malatrà).
Ci vorrebbe una droga o un bravo regista chissà.
