franz.rossi ha scritto:
Ma ci siamo (nota il plurale) infilati in un ginepraio.
Dobbiamo darci da fare per riportare l'intero movimento sul binario giusto.
Quoto in pieno, siamo noi che "plasmiamo" il nostro ambiente, e se questo prende un binario sbagliato possiamo cambiare le cose con le nostre scelte.
Purtroppo l'ambiente delle gare cerca solo di accontentare i praticanti, quindi se le gare impegnative raccolgono tanti iscritti significa che e' cio' che vogliono molti trailer... oppure che ci sono poche alternative.
Credo che il continuo aumento di distanze e dislivelli stia un po' falsando la realtà... ormai una gara come la Maremontana è giudicato un Trail "facile", alla portata di qualsiasi trailer ... ma stiamo parlando di 47km e 3000m D+ !!!!
Forse questa falsa prospettiva sta spingendo verso trail impegnativi anche chi non è ancora pronto ad affrontarli.
O forse, come accennato prima, la scarsità di eventi non competitivi mette tutti nelle condizioni di doversi iscrivere a gare impegnative per potersi sentire parte del "giro" o semplicemente per potere correre su sentieri nuovi con un supporto organizzativo.
Sono solo riflessioni, e più ci penso più mi rendo conto che anazlizzare la situazione non è affatto facile.
Per quel che mi riguarda, io sono l' ultimo arrivato ... il mio spirito trail non è morto ... sta nascendo
P.S. Ho l' impressione (e perdonatemi se sbaglio) che per molti chi pensa alla prestazione ed al cronometro è un po' fuori sintonia con lo "spirito trail". Secondo me invece concetti come spirito di sacrificio, impegno, dedizione, agonismo, voglia di mettersi alla prova e di migliorarsi... fanno parte del gioco (e da qui il successo di iscrizioni alle gare) e non escludono certo amicizia, rispetto ed amore per la natura e voglia di condividere la propria passione con altri.