SteRuzza ha scritto:Non so se ero tra i 78 top presi come esempio, o ne ero appena fuori (pettorale 96, dato da classifica ITRA), però sono partito davanti e sono tra i ritirati all'UTMB, per la terza volta dal 2011. Dato che molte delle cose scritte qua sopra potrebbero riferirsi anche a me, parlo della mia esperienza. E visto che ci sono, mi tolgo anche qualche sassolino. Sui punti di Martin, d'accordo più o meno su tutto, anche se non sono per generalizzare, mai, perché ognuno avrà avuto il suo buon e valido motivo, che va rispettato. Secondo me tralasci anche un punto importante, ovvero il partire come dei folli ed essere sfiniti dopo poche ore, sia tra i top che tra il gruppone. Giusto per generalizzare ancora. Secondo me, se si guarda chi era davanti a Les Houches tra i primi 20, saranno arrivati in 4 o 5... Riguardo il mio ritiro, rientro nel 1° punto, troppo allenamento. Sovrallenato. Fascite plantare, che sembrava sotto controllo, ma che dopo 3 ore di gara è tornata prepotente, oltre che dolori diffusi, e una grossa stanchezza, oltre un umore sotto i tacchi, anzi, diciamo tendenza depressiva, per parlare chiaro, cosa tipica e principale sintomo di sovrallenamento (cosa già successami un paio di volte anni fa). Ma per qualcuno potrei rientrare anche nel 2° punto, troppe gare. Tanto è la cosa principale che sento quando vado male, che corro troppo. Eppure, alla Transd'Havet 2013 venivo da un mese e un'estate intensa, e quest'anno non ho corso più del 2014, dove chiusi col 7° alla Diagonale de Fous. Potrei rientrare nel 3°, per qualcuno, perché mangio male, troppi gel, o troppe barrette, o troppo solido, o mangio troppo i giorni prima, o magari pure che sono vegetariano. In effetti quest'anno ho avuto in generale più difficoltà degli anni scorsi, ma non all'UTMB. E poi rientrerei sicuramente nel punto 4° per qualcun'altro. Tanto faccio tante gare, se non faccio l'UTMB bene, certo, ho La Reunion tra due mesi (mentre invece al momento del ritiro ho pensato, "addio Reunion").Ora, analizzo quello che è stato il motivo del mio ritiro, l'overtraining. Ho eseguito negli ultimi due mesi lo stesso identico piano pre Diagonale, senza però considerare abbastanza i mesi precedenti, quindi arrivando con una base diversa. Eppure vedevo che recuperavo subito, che negli allenamenti andavo più forte che mai, che ero più asciutto, che facevo lunghi di ore senza problemi, pensavo quindi di fare le cose al meglio. Ma non consideravo anche abbastanza le difficoltà lavorative, personali, il caldo estivo prosciugante, e così, io che negli ultimi 3 anni sono sempre stato attento a riconoscere i sintomi dell'overtraining e a prendermi delle pause più o meno lunghe, mi sono trovato stanco, cotto, bollito, proprio verso inizio/metà agosto. Speravo fossero segnali diversi, ma era la realtà, sovrallenamento. Quindi: quest'anno ci ho provato, mi sarò forse sopravvalutato, ero convinto di fare le cose per bene, ero convinto di poter fare una bella gara, e invece niente di tutto ciò. Ho sbagliato preparazione e ho sbagliato stagione, poi tanto ci pensa Emme a dire "che basso il livello del trail in Italia": tolti i sassolini, forse se ne dimentica, dei suoi sassolini (che pure condividevo in gran parte, e della quale ho apprezzato e capito il succo), e pensa con nonchalance a screditare chi si è fatto un mazzo tanto e speso pure una bella somma di soldi (per ricognizioni, e per allenamenti, perché per ogni mio singolo allenamento con dislivello devo fare autostrade e ore di auto, quasi ogni giorno, e lavorando) per provare a realizzare un sogno. Poi Andrea, la tua frase "quest'anno vanno tutto storte e non voglio soffrire per altri 100 km" potrei averla detto pure io, anzi, magari il riferimento era proprio verso di me (ma non credo, dai, conoscendoci, che tu lo abbia fatto

). Ammiro la volontà di Pablo Barnes ad arrivare nonostante l'infortunio, di Christian Modena di dare tutto in ogni gara e trascinarsi per ore con nausea e vomito pur di finire l'UTMB, di Hal Koerner, di Fedel ai tempi, di Krupicka l'anno scorso. Ma qua entra in gioco allora un altro livello di discussione: bisogna finire le gare ad ogni costo?? O bisogna divertirsi, stare bene? Io non sono mai stato per finire le gare ad ogni costo. Corro per divertirmi, per stare bene, anche se so che è normale nell'ultratrail che divertirsi e stare bene sempre è impossibile, soprattutto in una 100 miglia. Sarà che sto invecchiando e che divento più brontolone, ma per me, trascinarsi per qualche 20ina di ore tra dolori e infortuni e malesseri, non mi sembra una grande impresa. Tornando al 4° punto e al rischio che il gruppone si ritiri con facilità come i top: bè, sarebbe quindi giusto che tutti finissero strisciando tra dolori e sofferenze di ogni tipo? È questo il trail "giusto"? È questo quello che si vuole?Siamo arrivati a dire che ci prendiamo troppo sul serio, che con troppa facilità si dà ai finisher degli eroi, e poi ritroviamo a "dover" finire una cavolo di gara in condizioni che manco dopo una guerra o una carestia? Sono anche questi i motivi che mi stanno facendo stancare, pensando seriamente di avere sbagliato sport.