Premessa:
Sarà un intervento esagerato, nella forma e nei contenuti. Non tutto ciò che scriverò corrisponde alla realtà o, se ne avrò bisogno, la distorcerò per avvalorare la mia tesi.
Non sentitevi troppo chiamati in causa; questo sfogo è rivolto principalmente a me.
Io, Enrico 44 anni, 85 kg per 1,78 m, personale sulla maratona di 3h49 e 1h37 sulla mezza, finisher di alcune ultra (poche), tesserato FIDAL (da poco, giusto per interesse) posso, GIUSTAMENTE, partecipare alla Ultra dello Scuaqquerone (o come caspita si scrive!) a Vergate sul Membro di 43 km e 200 MD+ finendola probabilmente in 8 ore, perché sono un ATLETA DI INTERESSE NAZIONALE.
Giovannino Perdigiorno, 15 anni, tesserato per l' Atletica Vallaciapa, personale sui 3000 di 9m30s e 3m5s sui 1000 deve, GIUSTAMENTE, fermarsi, per rispettare questo momento di difficoltà nazionale, STARE IN CASA, e aspettare che la situazione torni alla normalità.
Boh, c'è qualcosa che non mi quadra...
Ci prendiamo troppo sul serio.
Ma ci rendiamo conto di quante gare e quanti atleti di interesse nazionale ci sono nel Trail? Quasi nessuno.
Abbiamo occupato una cinquantina di pagine del forum (me compreso, sia chiaro) per cercare ogni cavillo alle regole per poterci allenare lontano da casa o per poter partecipare a qualche gara, e se poi, se non è tutto come vogliamo è il solito pasticcio all' italiana...
La verità è che il mondo è in mano a noi squallidi 40-50 anni.
A parte le categorie più sfortunate di lavoratori non ci è stato tolto quasi nulla. Mentre ai bambini abbiamo tolto la scuola, le feste, gli amici...agli adolescenti un anno fondamentale di crescita...gli anziani li abbiamo chiusi in casa perché è troppo pericoloso. Noi abbiamo continuato a lavorare, fare sport...e a lamentarci.
Mi ricordo la frase sui profili di wathsapp dell'anno scorso "STATE A CASA" come a dire "state a casa così io posso continuare a fare quello che voglio".
Ma il problema non è il Covid, il problema è più vecchio. In Italia ci sono centinaia di gare di Trail per amatori e praticamente nessuna per i giovani. Ci sono centinaia di società ma non esistono i settori giovanili. Dovremmo pretendere che una parte delle nostre iscrizioni andassero per i ragazzi, ma nessuno di noi ci pensa. Ok il Trail è uno sport giovane e ci arriveremo con il tempo. Ma gli altri sport? Nel ciclismo le gran fondo fanno migliaia di iscritti e le gare giovanili scompaiono. Osanniamo i nostri "campioni" quando qualsiasi ragazzo appena allenato arriverrebbe davanti facilmente. E noi cosa facciamo per loro? Iscriviamo i nostri figli alla squadra di calcio sotto casa o al Mini Basket della scuola per avere più tempo per noi. E agli sponsor va benissimo, perché noi consumiamo loro no, quindi tanti soldi per gli amatori e niente per i giovani.
E poi ci esaltiamo per le nostre squallide prestazioni: "Ho fatto secondo di categoria!". "Quale categoria?". "Geometri tra i 40 e i 50 con baffi!". "Uau". Andrebbero abolite le categorie. Solo due, maschi e femmine. Se a vent'anni facevo il giro dei bar e invece Magnini si spaccava il culo sulle salite è un limite mio non suo.
Noi siamo amatori, forse amanti dello sport, ma a volte non siamo neanche sportivi.
Sicuramente non siamo atleti.
"Amatori..."
Re: "Amatori..."
Il problema nn sono gli amatori,e vero che "bruciano" alcune entrate ma sono quelli che poi permettono ai "brand" di sponsorizzare atleti ELITE.questa situazione è puramente ITALICA da sempre,da noi nn si programma nn si ha pazienza,conta il risultato sempre anche nelle categorie giovanili dove si dovrebbe costruire l'uomo atleta.Per esperienza e avendo conosciuto realtà estere dove si fanno prima i numeri e da essi ne esce la qualità certo servono investimenti che ai me arrivano anche da una semplice tessera FIDAL che molti vedendo come "privazione" di Spirito Trail.........ecco l'essere fuori dal sistema è il vero male nn essere AMATORI
Re: "Amatori..."
Ciao Enrico,
come scrivi nella premessa il tuo è senz'altro un "intervento esagerato" in cui "non tutto ciò che scriverò corrisponde alla realtà".
Però le tue sono parole potenti, che in qualche modo hanno smosso una caterva di sensazioni diverse dentro di me.
Anche io ho continuato a correre e pedalare in tutti questi mesi, mentre i miei figli non possono più andare a fare due tiri a basket con gli amici nel campetto del paese.
Adesso che siamo in zona rossa sono chiusi in casa da dieci giorni, non hanno alcun motivo per uscire: né la scuola, né lo sport, né gli amici. Io esco per andare a lavorare. Esco per andare a correre. Esco per allenarmi in bici.
Credo che non resisterei due giorni nella loro condizione di "limbo sospeso".
Siamo egoisti? Beh, non c'è niente di più egoista di un adolescente che è perennemente centrato su sé stesso e sui propri problemi. Ma forse è vero che siamo diventati più egoisti di quanto erano i nostri padri e i nostri nonni alla nostra età. Forse loro sarebbero inorriditi a vedere dei quarant'enni discutere per 60 pagine su un form su cosa fosse possibile fare in "Zona Rossa", magari cercando una scappatoia al limite della legalità, giocando sui termini ambigui usati dal legislatore.
Sul fatto che non siamo atleti hai perfettamente ragione. Mi fanno sorridere tutti i post su facebook del lunedì mattina, con cui qualche trentenne (o quarantenne o cinquantenne) si vanta di un premio di categoria, o della vittoria in una gara con quaranta partecipanti. Ma non credo che eliminare le categorie servirebbe a qualcosa per incentivare lo sport giovanile. E forse il problema dello sport è solo una piccola sfaccettatura di un problema molto più grande intitolato "l'Italia non è un paese per giovani", in cui tutte le scelte sono fatte a favore di chi vota, consuma, lavora e non a favore delle nuove generazioni (l'iniquità intergenerazionale, una rincorsa infinita a micro provilegi, scaricando i problemi alle nuove generazioni.... vale per quota 100 nelle pensioni, vale per l'indebitamento statale, vale per l'inquinamento)
come scrivi nella premessa il tuo è senz'altro un "intervento esagerato" in cui "non tutto ciò che scriverò corrisponde alla realtà".
Però le tue sono parole potenti, che in qualche modo hanno smosso una caterva di sensazioni diverse dentro di me.
Anche io ho continuato a correre e pedalare in tutti questi mesi, mentre i miei figli non possono più andare a fare due tiri a basket con gli amici nel campetto del paese.
Adesso che siamo in zona rossa sono chiusi in casa da dieci giorni, non hanno alcun motivo per uscire: né la scuola, né lo sport, né gli amici. Io esco per andare a lavorare. Esco per andare a correre. Esco per allenarmi in bici.
Credo che non resisterei due giorni nella loro condizione di "limbo sospeso".
Siamo egoisti? Beh, non c'è niente di più egoista di un adolescente che è perennemente centrato su sé stesso e sui propri problemi. Ma forse è vero che siamo diventati più egoisti di quanto erano i nostri padri e i nostri nonni alla nostra età. Forse loro sarebbero inorriditi a vedere dei quarant'enni discutere per 60 pagine su un form su cosa fosse possibile fare in "Zona Rossa", magari cercando una scappatoia al limite della legalità, giocando sui termini ambigui usati dal legislatore.
Sul fatto che non siamo atleti hai perfettamente ragione. Mi fanno sorridere tutti i post su facebook del lunedì mattina, con cui qualche trentenne (o quarantenne o cinquantenne) si vanta di un premio di categoria, o della vittoria in una gara con quaranta partecipanti. Ma non credo che eliminare le categorie servirebbe a qualcosa per incentivare lo sport giovanile. E forse il problema dello sport è solo una piccola sfaccettatura di un problema molto più grande intitolato "l'Italia non è un paese per giovani", in cui tutte le scelte sono fatte a favore di chi vota, consuma, lavora e non a favore delle nuove generazioni (l'iniquità intergenerazionale, una rincorsa infinita a micro provilegi, scaricando i problemi alle nuove generazioni.... vale per quota 100 nelle pensioni, vale per l'indebitamento statale, vale per l'inquinamento)
Re: "Amatori..."
Concordo nel definire insensato penalizzare i ragazzi...ma vogliamo anche parlare degli asili nido chiusi per chissà quale paura??
Credo che in questa situazione ognuno metta in atto le strategie migliori per cavarsela, noi abbiamo deciso di non vedere più gli amici da ottobre in poi, però cerco in ogni modo di fare sport da solo cavillando su tutto quello che è possibile, e non ci vedo nulla di male....per fortuna mio figlio riesce ancora ad allenarsi al campo di atletica che è rimasto aperto per chi ha più di 16 anni...
Sull'agonismo di noi "vecchietti", potrei risolvere con una battuta...anche in allenamento nessuno ci sta a finire ultimo!...e godiamo delle piccole soddisfazioni che la vita ci dà....
Ciao
Andrea
Credo che in questa situazione ognuno metta in atto le strategie migliori per cavarsela, noi abbiamo deciso di non vedere più gli amici da ottobre in poi, però cerco in ogni modo di fare sport da solo cavillando su tutto quello che è possibile, e non ci vedo nulla di male....per fortuna mio figlio riesce ancora ad allenarsi al campo di atletica che è rimasto aperto per chi ha più di 16 anni...
Sull'agonismo di noi "vecchietti", potrei risolvere con una battuta...anche in allenamento nessuno ci sta a finire ultimo!...e godiamo delle piccole soddisfazioni che la vita ci dà....
Ciao
Andrea
Re: "Amatori..."
Da oggi ho un nuovo idolo, l'unico, Enrico.enrico pc ha scritto:Premessa:
Sarà un intervento esagerato, nella forma e nei contenuti. Non tutto ciò che scriverò corrisponde alla realtà o, se ne avrò bisogno, la distorcerò per avvalorare la mia tesi.
Non sentitevi troppo chiamati in causa; questo sfogo è rivolto principalmente a me.
Io, Enrico 44 anni, 85 kg per 1,78 m, personale sulla maratona di 3h49 e 1h37 sulla mezza, finisher di alcune ultra (poche), tesserato FIDAL (da poco, giusto per interesse) posso, GIUSTAMENTE, partecipare alla Ultra dello Scuaqquerone (o come caspita si scrive!) a Vergate sul Membro di 43 km e 200 MD+ finendola probabilmente in 8 ore, perché sono un ATLETA DI INTERESSE NAZIONALE.
Giovannino Perdigiorno, 15 anni, tesserato per l' Atletica Vallaciapa, personale sui 3000 di 9m30s e 3m5s sui 1000 deve, GIUSTAMENTE, fermarsi, per rispettare questo momento di difficoltà nazionale, STARE IN CASA, e aspettare che la situazione torni alla normalità.
Boh, c'è qualcosa che non mi quadra...
Ci prendiamo troppo sul serio.
Ma ci rendiamo conto di quante gare e quanti atleti di interesse nazionale ci sono nel Trail? Quasi nessuno.
Abbiamo occupato una cinquantina di pagine del forum (me compreso, sia chiaro) per cercare ogni cavillo alle regole per poterci allenare lontano da casa o per poter partecipare a qualche gara, e se poi, se non è tutto come vogliamo è il solito pasticcio all' italiana...
La verità è che il mondo è in mano a noi squallidi 40-50 anni.
A parte le categorie più sfortunate di lavoratori non ci è stato tolto quasi nulla. Mentre ai bambini abbiamo tolto la scuola, le feste, gli amici...agli adolescenti un anno fondamentale di crescita...gli anziani li abbiamo chiusi in casa perché è troppo pericoloso. Noi abbiamo continuato a lavorare, fare sport...e a lamentarci.
Mi ricordo la frase sui profili di wathsapp dell'anno scorso "STATE A CASA" come a dire "state a casa così io posso continuare a fare quello che voglio".
Ma il problema non è il Covid, il problema è più vecchio. In Italia ci sono centinaia di gare di Trail per amatori e praticamente nessuna per i giovani. Ci sono centinaia di società ma non esistono i settori giovanili. Dovremmo pretendere che una parte delle nostre iscrizioni andassero per i ragazzi, ma nessuno di noi ci pensa. Ok il Trail è uno sport giovane e ci arriveremo con il tempo. Ma gli altri sport? Nel ciclismo le gran fondo fanno migliaia di iscritti e le gare giovanili scompaiono. Osanniamo i nostri "campioni" quando qualsiasi ragazzo appena allenato arriverrebbe davanti facilmente. E noi cosa facciamo per loro? Iscriviamo i nostri figli alla squadra di calcio sotto casa o al Mini Basket della scuola per avere più tempo per noi. E agli sponsor va benissimo, perché noi consumiamo loro no, quindi tanti soldi per gli amatori e niente per i giovani.
E poi ci esaltiamo per le nostre squallide prestazioni: "Ho fatto secondo di categoria!". "Quale categoria?". "Geometri tra i 40 e i 50 con baffi!". "Uau". Andrebbero abolite le categorie. Solo due, maschi e femmine. Se a vent'anni facevo il giro dei bar e invece Magnini si spaccava il culo sulle salite è un limite mio non suo.
Noi siamo amatori, forse amanti dello sport, ma a volte non siamo neanche sportivi.
Sicuramente non siamo atleti.
Grazie veramente.
Difficile aprire gli occhi quando si è impastati di egoismo.
Mi hai cambiato la giornata.
Ti abbraccio (virtualmente) ma forte
marco (sempre ultimo, categoria ex alcolisti senza baffi)
Re: "Amatori..."
Certamente no, però lo scrivi su un canale pubblico.E "principalmente" non significa "escusivamente".enrico pc ha scritto:Non sentitevi troppo chiamati in causa; questo sfogo è rivolto principalmente a me.
Questa mi pare un'affermazione genericissima, social-tuttologa, eccessivamente categorizzante.enrico pc ha scritto:La verità è che il mondo è in mano a noi squallidi 40-50 anni.
Non ci trovo nulla di squallido in una/un 40/50enne, ma anche 60, 70, 80enne (ed oltre ...) che ha ancora la voglia, l'entusiasmo, la passione di praticare sport.
E' naturale che l'ipotetico 20enne sano, appassionato, ben allenato, potrà correre la maratona in 2h 40', almeno, e che l'altrettano ipotetico 50enne, sempre sano, appassionato, ben allenato, la correrà in tre ore, ma questo di certo non fa di lui una persona squallida, o meglio, magari sarà anche "squallido", ma non di certo per questo motivo.
Va considerato poi che (spesso) l'ipotetico risultato delle tre ore viene raggiunto in un contesto di carico lavorativo e familiare quotidiano importante, ad esempio occuparsi dei figli, genitori anziani, far quadrare i conti e molto altro ancora.Trovo questo ammirevole, piuttosto che squallido, anche a prescindere dal risultato cronometrico.Esistono sportivi totalmente estranei al mondo delle competizioni, che mai si sognerebbero di usare un orologio Gps.
Hai detto niente, sono tantissimi !enrico pc ha scritto:A parte le categorie più sfortunate di lavoratori
Questo è molto vero, però si potevano e si possono sempre esperire delle alternativa costruttive.enrico pc ha scritto:Mentre ai bambini abbiamo tolto la scuola, le feste, gli amici...agli adolescenti un anno fondamentale di crescita...
Oggi per fortuna esistono infinite possibilità di "crescita" che esulano dal contesto scolastico, penso per esempio al web, alle infinite possibilità di prendere spunti ed idee per ripensarsi e reinventarsi, insomma, cambiare adattandosi.
Forse non ci sono per gli adolescenti, ma a 16 anni compiuti (così mi pare), si possono fare gare con il consenso dei genitori o tutori legali, a 18 quasi tutte le gare, tranne forse le Ultra che richiedono i 20 anni.Nulla impedisce ad un giovane di competere.A meno che un 20enne non sia da considerarsi vecchio.enrico pc ha scritto: In Italia ci sono centinaia di gare di Trail per amatori e praticamente nessuna per i giovani.
Bè, su questo ho esposto poco sopra il mio pensiero.enrico pc ha scritto: Osanniamo i nostri "campioni" quando qualsiasi ragazzo appena allenato arriverrebbe davanti facilmente.
Ennò, non sono squallide !enrico pc ha scritto:E poi ci esaltiamo per le nostre squallide prestazioni
Non ho dubbi in proposito, non siamo atleti, siamo Atleti.enrico pc ha scritto:Sicuramente non siamo atleti.
Ps 1 - Mi sorprende un discorso così fatto da un ultra 40enne, va sempre bene l'autocritica, ma me lo sarei aspettato più da un 20/30enne.
Ps 2 - Non sentitevi affatto chiamati in causa, questo sfogo è rivolto esclusivamente a me.
Così nessuno può eccepire.
-
gabriella52
- Messaggi: 127
- Iscritto il: 07/05/2018, 14:47
Re: "Amatori..."
Io ho 68 anni e ancora tanta voglia di fare trail.Non voglio morire seduta sul divano guardando telenovelas.
Natalina
Natalina
Re: "Amatori..."
GRANDE Natalina, un abbraccio e a presto sui sentieri!gabriella52 ha scritto:Io ho 68 anni e ancora tanta voglia di fare trail.Non voglio morire seduta sul divano guardando telenovelas.
Natalina
Re: "Amatori..."
Sottoscrivo! @portnoy, era un po' che non scrivevi e sei mancato (ne parlavo qualche giorno fa con Augusto)!!!portnoy ha scritto:Certamente no, però lo scrivi su un canale pubblico.E "principalmente" non significa "escusivamente".enrico pc ha scritto:Non sentitevi troppo chiamati in causa; questo sfogo è rivolto principalmente a me.
Questa mi pare un'affermazione genericissima, social-tuttologa, eccessivamente categorizzante.enrico pc ha scritto:La verità è che il mondo è in mano a noi squallidi 40-50 anni.
Non ci trovo nulla di squallido in una/un 40/50enne, ma anche 60, 70, 80enne (ed oltre ...) che ha ancora la voglia, l'entusiasmo, la passione di praticare sport.
E' naturale che l'ipotetico 20enne sano, appassionato, ben allenato, potrà correre la maratona in 2h 40', almeno, e che l'altrettano ipotetico 50enne, sempre sano, appassionato, ben allenato, la correrà in tre ore, ma questo di certo non fa di lui una persona squallida, o meglio, magari sarà anche "squallido", ma non di certo per questo motivo.
Va considerato poi che (spesso) l'ipotetico risultato delle tre ore viene raggiunto in un contesto di carico lavorativo e familiare quotidiano importante, ad esempio occuparsi dei figli, genitori anziani, far quadrare i conti e molto altro ancora.Trovo questo ammirevole, piuttosto che squallido, anche a prescindere dal risultato cronometrico.Esistono sportivi totalmente estranei al mondo delle competizioni, che mai si sognerebbero di usare un orologio Gps.
Hai detto niente, sono tantissimi !enrico pc ha scritto:A parte le categorie più sfortunate di lavoratori
Questo è molto vero, però si potevano e si possono sempre esperire delle alternativa costruttive.enrico pc ha scritto:Mentre ai bambini abbiamo tolto la scuola, le feste, gli amici...agli adolescenti un anno fondamentale di crescita...
Oggi per fortuna esistono infinite possibilità di "crescita" che esulano dal contesto scolastico, penso per esempio al web, alle infinite possibilità di prendere spunti ed idee per ripensarsi e reinventarsi, insomma, cambiare adattandosi.
Forse non ci sono per gli adolescenti, ma a 16 anni compiuti (così mi pare), si possono fare gare con il consenso dei genitori o tutori legali, a 18 quasi tutte le gare, tranne forse le Ultra che richiedono i 20 anni.Nulla impedisce ad un giovane di competere.A meno che un 20enne non sia da considerarsi vecchio.enrico pc ha scritto: In Italia ci sono centinaia di gare di Trail per amatori e praticamente nessuna per i giovani.
Bè, su questo ho esposto poco sopra il mio pensiero.enrico pc ha scritto: Osanniamo i nostri "campioni" quando qualsiasi ragazzo appena allenato arriverrebbe davanti facilmente.
Ennò, non sono squallide !enrico pc ha scritto:E poi ci esaltiamo per le nostre squallide prestazioni
Non ho dubbi in proposito, non siamo atleti, siamo Atleti.enrico pc ha scritto:Sicuramente non siamo atleti.
Ps 1 - Mi sorprende un discorso così fatto da un ultra 40enne, va sempre bene l'autocritica, ma me lo sarei aspettato più da un 20/30enne.
Ps 2 - Non sentitevi affatto chiamati in causa, questo sfogo è rivolto esclusivamente a me.
Così nessuno può eccepire.
Re: "Amatori..."
Ha ragione Leo, l’intervento di Enrico fa riflettere.
Io però come sempre vedo il lato positivo. Ben venga che ci sia una generazione che pensi allo sport e che magari creda di essere da medaglia olimpica
Che dia l’esempio. Che senta la necessità della libertà.
I nostri genitori e tanto meno i nostri nonni non potevano permetterselo. Noi abbiamo avuto la fortuna di nascere tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli 80. L’economia girava, le famiglie si potevano permettere di crescere serenamente i figli, lasciandoli giocare per ore all’aperto. Tutti i giorni, senza rendercene conto, facevamo allenamenti e gare. L’imprinting era dato.
Quasi tutti poi con l’adolescenza, con i primi studi seri o il lavoro abbiamo più o meno abbandonato lo sport.
Solo da adulti ed indipendenti abbiamo sentito il richiamo.
I nostri figli invece hanno mille altre distrazioni e sono iperprotetti da nuova questa società. Colpa anche nostra. Non giocano all’aperto e hanno pochi contatti con la natura.
Penso che comunque avere un genitore che si alza all’alba a correre o passi la domenica sperduto in mezzo ai monti qualcosa lascerà. Magari tra qualche anno anche loro sentiranno questo richiamo. Si ricorderanno o no che il papà durante il lockdown faceva 20 km girando intorno ai 200 metri della casa?
A me ieri è capitato di incontrare nel bosco una mamma con un bambino per mano. Lui quando mi ha visto si è messo a correre. La mamma lo richiamava ma lui faceva finta di non sentire. Io sorridevo. Magari tra 15 anni sarà primo al traguardo a Chamonix e io avrò contributo, anche solo per l’uno per mille, al suo successo.
Io però come sempre vedo il lato positivo. Ben venga che ci sia una generazione che pensi allo sport e che magari creda di essere da medaglia olimpica
I nostri genitori e tanto meno i nostri nonni non potevano permetterselo. Noi abbiamo avuto la fortuna di nascere tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli 80. L’economia girava, le famiglie si potevano permettere di crescere serenamente i figli, lasciandoli giocare per ore all’aperto. Tutti i giorni, senza rendercene conto, facevamo allenamenti e gare. L’imprinting era dato.
Quasi tutti poi con l’adolescenza, con i primi studi seri o il lavoro abbiamo più o meno abbandonato lo sport.
Solo da adulti ed indipendenti abbiamo sentito il richiamo.
I nostri figli invece hanno mille altre distrazioni e sono iperprotetti da nuova questa società. Colpa anche nostra. Non giocano all’aperto e hanno pochi contatti con la natura.
Penso che comunque avere un genitore che si alza all’alba a correre o passi la domenica sperduto in mezzo ai monti qualcosa lascerà. Magari tra qualche anno anche loro sentiranno questo richiamo. Si ricorderanno o no che il papà durante il lockdown faceva 20 km girando intorno ai 200 metri della casa?
A me ieri è capitato di incontrare nel bosco una mamma con un bambino per mano. Lui quando mi ha visto si è messo a correre. La mamma lo richiamava ma lui faceva finta di non sentire. Io sorridevo. Magari tra 15 anni sarà primo al traguardo a Chamonix e io avrò contributo, anche solo per l’uno per mille, al suo successo.