UNO STADIO IN UN CORRIDOIO
Ecco arrivata la prima giornata dell'anno in cui trovare una cosa bella è difficile. Alzato con il naso chiuso e dolori alle ossa, mattinata proseguita lavorando senza sosta da una parte all'altra del Friuli, pomeriggio identico con la differenza che i brividi sono diventati febbre.
Per fortuna ci pensa mio figlio Giulio, il piccolo di casa, a trovare lo spunto per la cosa bella di oggi. Un corridoio lungo e stretto che diventa un campo da calcio, una pallina da tennis al posto del pallone e ci ritroviamo al Maracanà.
Sorprendente la capacità dei bambini piccoli di giocare con la fantasia... e che peccato che la perdano così presto a favore di televisione o videogiochi! Impossibile provare noia per loro.
Non saprebbe fare due palleggi con un pallone vero ma in corridoio si trasforma in Messi. In un campo regolamentare probabilmente non riuscirebbe a tirare da più di dieci metri, ma in corridoio gli sembra di essere Roberto Carlos che scaglia missili a 140 km/h.
Sorprendente la possibilità per noi adulti di ritornare bambini, o quantomeno di ricordarsi come si fa a giocare con la fantasia. Non è quello che facciamo talvolta giocando a correre su un sentiero? Corri e ti senti Kilian anche se probabilmente vai ad un decimo della sua velocità e dove lui salta senza fermarsi, tu scendi appoggiandoti con mani e sedere?
Insomma, giocare con un bambino piccolo, lasciandosi davvero andare, cercando di ripescare quello che anche tu avevi dentro un tempo... è una delle cose più belle e gratificanti che si possano fare




