Allenamento invernale e ripetute

Preparazione, alimentazione, gestione gara
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paoloxyx
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Re: Allenamento invernale e ripetute

Messaggio da paoloxyx »

ciao Martin, è da un pò che non ti comunico più novità ma per il semplice fatto che sta andando tutto bene!!!! Leggendo gli articoli su ST di questi mesi sono giunto alla conclusione che nel mio caso (3 uscite settimanali, più a volte la 4°) le sessioni le ho impostate:
1 ripetute in salita o piano
2 MAF
3 resistenza o collinare
4 ( a volte, ma il bel tempo aiuta) gara fatta con calma!

:D :D :D :D :D Si lo sò, l'ultima è una cazzata, si parte con calma ma poi lo spirito competitivo prende il sopravvento!!!!!

Prima che mi dimentichi, la formula per calcolare la soglia anaerobica vale anche per le donne?
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martin
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Re: Allenamento invernale e ripetute

Messaggio da martin »

Sono contento a sentire che ti stai allenando bene.

Per quanto riguarda la formula non sono sicuro di sapere a quale ti riferisci, comunque se é una cosa va bene per gli uomini va bene anche per le donne. Sembrano bestie diverse ma invece sono molto simile :lol: :lol: :lol:
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albatrail
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Re: Allenamento invernale e ripetute

Messaggio da albatrail »

Ciao a tutti i seguaci del MAF, dopo aver provato a seguire-seppur in modo saltuario-questo tipo di allenamento ho avuto finalmente un riscontro all'Ultrabericus: per la prima volta sono riuscito a fare buona parte della gara senza problemi e correndo in scioltezza, ho inoltre migliorato il mio tempo di 20' rispetto all'edizione 2012 (che seguiva lo stesso percorso).
Ringrazio Martin per i preziosi consigli, proverò sicuramente a portare avanti questo "progetto", magari con più costanza.. credo sia l'allenamento ideale per preparare il corpo alle ultradistanze :D

buone corse
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fifty
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Re: Allenamento invernale e ripetute

Messaggio da fifty »

Vorrei ritornare per un momento al tema dell'utilizzo dei grassi per correre le lunghe distanze.
Andando a curiosare in altri forum ho trovato persone fermamente convinte che la famosa crisi del 30° km, dovuta (o sbaglio?) al quasi totale consumo del glicogeno, si possa risolvere semplicemente bevendo un po' di acqua e zucchero.
Da profano di fisiologia umana, mi viene una domanda: ma com'è che grandissimi atleti hanno perso la gara più importante della loro vita per un crollo dopo 30 km di maratona, senza che nessuno desse loro un po' di acqua zuccherata per farli tornare a filare come treni?
Forse il crollo era invece dovuto ad una loro (momentanea?) incapacità di utilizzare i grassi come carburante, in particolare a quelle (folli) andature?
Ringrazio in anticipo Martin e chiunque altro vorrà darmi un chiarimento :)
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Paso
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Re: Allenamento invernale e ripetute

Messaggio da Paso »

fifty ha scritto: Da profano di fisiologia umana, mi viene una domanda: ma com'è che grandissimi atleti hanno perso la gara più importante della loro vita per un crollo dopo 30 km di maratona, senza che nessuno desse loro un po' di acqua zuccherata per farli tornare a filare come treni?
Non è che se ti bevi un bicchiere con acqua e zucchero torni istantaneamente come nuovo... l' organismo deve assimilarla prima. Quindi, se la crisi è già arrivata prendi un gel e porti pazienza :mrgreen:
Oppure, meglio prevenire la crisi alimentandosi ed idratandosi nel modo giusto durante TUTTA la gara, a partire dai primi km.
Un errore comune è bere e/o mangiare quando arriva la fame/sete ... purtroppo questi stimoli arrivano sempre troppo tardi. E' quindi importante, nelle gare lunghe, avere una chiara e collaudata strategia alimentare ;-)
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martin
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Re: Allenamento invernale e ripetute

Messaggio da martin »

Un po di concetti di base per cercare di fare chiarimenti.

1. Il corpo umano in movimento utilizza quasi sempre un misto di grassi e glicogeno, in percentuale che variano secondo l'intensità del movimento e il stato di "fat adaptation". Un sprinter da 100m utilizzerà quasi esclusivamente glicogeno, mentre un ultra trailer può arrivare ad usare una miscela 50/50 o anche 60% lipidi. La sistema in cui i lipidi vengono utilizzati per produrre energia necessità anche di una quantità di glicogeno. Il glicogeno produce una energia che permette di correre molto più veloce che quello prodotto dai lipidi. Per fare una paragone é la differenza fra un turbo benzina e un diesel da trattore.

2. Si dice che il corpo contiene 2000/2200 calorie in forma di glicogeno (contenuto nel fegato e nei muscoli) e quindi che una volta esauriti questi calorie subentra la crisi. Invece questo non é vero, il corpo avvertirà la crisi ben prima di arrivare ad un livello di zero calorie disponibile da glicogeno. La parte del cervello preposto alla sopravvivenza (quello che nel mondo atletico Tim Noakes definisce il "Central Governor") interverrà molto prima di arrivare a questo livello. Probabilmente quando si arriva già a 600/500 calorie rimasti. In fatti se consideriamo un consumo di circa 60/65 calorie per km percorso e un percentuale (a ritmo maratona di 80% glicogeno, 20% lipidi) vediamo che 60/65 calorie X 80% X 32km = 1536/1664 calorie. Il consumo calorico al km varierà fra individui come anche il percentuale di consumo glicogeno/lipidi ma possiamo vedere che un crisi arriverà fra il trentesima e trentacinquesima in ogni caso, se altre forme di glicogeno non sono introdotte.

3. Una volta che il corpo arriva al punto di "esaurimento scorte" il Central Governor impone un rallentamento (attraverso crisi, rallentamenti d andatura, nausea ecc.) per farsi che non si va oltre con il rischio (vero o anche solo percepito dal Central Governor) di danneggiare l'organismo. A questo punto é troppo tardi introdurre "zuccheri" che possono riempire il serbatoio di glicogeno (almeno nel immediato). Si può assumere zuccheri e continuare ma prima di essere disponibile passerà del tempo (vincere non é più possibile).

4. Più il corpo é "fat adapted" in una maratona (ma anche qualsiasi sport di endurance) più può andare forte e più a lungo. Però c'é un limite imposto dalla necessità di bruciare anche un percentuale di glicogeno. Quindi la soluzione é quello di introdurre zuccheri (malto-destrine, fruttosio) già dal inizio corsa - ogni 20 o 30' per non arrivare mai al livello di esaurimento. Ricordando però che più di tot di calorie il corpo in movimento non riesce ingerire e processare - circa 250-300 calorie all'ora. Meglio piccole quantità ogni 20/30' che una quantità grande in una botta solo (indigestione, diarrea e nausea).

Spero di essere stato di aiuto. :)
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fifty
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Re: Allenamento invernale e ripetute

Messaggio da fifty »

Ringrazio moltissimo Paso e Martin per le risposte, ora mi è tutto molto più chiaro :!: .
La risposta di Martin mi chiarisce anche come e perché impostare l'alimentazione durante la corsa.
Da qualche rapido calcolo, sulla base dei dati di Martin, sembra in effetti che, anche con un'accurata alimentazione glucidica in corsa, dopo alcune ore di corsa continua il corpo non riesce più ad estrarre energia solo dagli zuccheri, ma ha ANCHE bisogno di lipidi.
Se ho ben capito, questo avviene perché la quantità di calorie che il fisico può digerire correndo (250-300/ora) non compensa più, dopo 3-4 ore, cioè quando il glicogeno è vicino all'esaurimento, il dispendio energetico dovuto alla corsa (600-650 cal/ora, se corro a 10km/h, ben di più per i "forti").
Questo confermerebbe il fatto che acqua e zucchero non bastano per continuare a correre a lungo, ANCHE SE assunti con chimica precisione ;) .
Grazie ancora!
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paoloxyx
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Re: Allenamento invernale e ripetute

Messaggio da paoloxyx »

riusciamo a spostare quest'ultima parte nel post dedicato? Trovo possa essere molto utile anche qua:
http://www.spiritotrail.it/forum/viewto ... 31&t=10663
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martin
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Re: Allenamento invernale e ripetute

Messaggio da martin »

Van Aaken avevo un approccio abbastanza simile a quello di Maffettone - credo che abbiamo già citato in questo thread da qualche parte. Anche se studiava, ricercava e scriveva diversi decenni prima.

Grazie per avere "linkato" questo articolo su Van Aaken- non ci sono molti.
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